In questi giorni, a Cannes, il cinema italiano sta rialzando la testa.
Sia Gomorra che Il Divo, i due film tricolori in concorso, sono stati accolti da lunghi applausi. Fuori dal concorso principale, anche Il resto della notte ha raccolto consensi.
Sulla strada della Palma d'Oro gli avversari sono molti e agguerriti (il nuovo film di Clint Eastwood, le 4 ore di cinema dedicate al Che firmate da Steven Soderbergh, il collezionista di premi Jia Zhang-Ke), ma sperar non nuoce.
Vi ricordo poi che per chi, come il sottoscritto, è stato variamente impossibilitato a raggiungere la Croisette, ci sarà a breve l'occasione di rimediare con la rassegna Cannes e dintorni, in programma a Milano dal 10 al 16 giugno. 30 film del festival, a 7 euro l'uno. Oppure abbonatevi e vi vedete tutto con 30 euro. Per saperne di più fatevi un giro sul sito di Lombardia Spettacolo.
Tornando a noi, rieccoci col pagellino sbruffone del venerdì. Lo fanno tutti, non vedo perchè non dovrei farlo io -____-
Legenda
@ Broccoli lessi
@@ Carote saltate
@@@ Melanzane alla griglia
@@@@ Purea di patate (con cubetti di prosciutto)
@@@@@ Apoteosi di fiori di zucca fritti
GOMORRA @@@@@
Da un libro evento (che qui è poco più che spunto e cornice ispiratrice) divenuto caso letterario mondiale, un film evento che potrebbe seguire la stessa sorte.
Cinema realista: documento straziante e straniante di un'epoca, di un luogo, di un modo del pensiero. Potrebbe essere Plutone (incredibile l'incipit nel salone di bellezza, con le cabine abbronzanti che sembrano capsule spaziali, a sancire lo sbarco imminente su un altro mondo), invece è la Campania.
Ma anche, appunto, cinema visionario, in cui spiagge, capanni, case sgarrupate, grotte, gallerie, sottopassi, cemento sporcato a perdita d'occhio (e ragione), sono carichi di un potere simbolico che rende ogni cosa iper-reale.
E infine cinema e basta (grande cinema): cinema di regia (tanta handycam, tanta steadycam, ma anche splendidi campi lunghi e movimenti di camera sorprendenti) e cinema d'attori, con caratteristi straordinari come Tony Servillo e Gianfelice Imparato, che si integrano senza segni di discontinuità con attori non professionisti, di impressionante (e un po' sospetta) capacità di immedesimazione.
Capolavoro.
MONGOL @@@
Vita soprattutto privata di Temudjin, il mongolo che diverrà Gengis Kahn e riunirà sotto il suo dominio tutte le tribù della nazione. Per poi arrivare a controllare un impero esteso dal mar del Giappone fino alle soglie della penisola Scandinava.
Sergej Bodrov, autore russo abituato alle epopee storiche, concentra tutta l'attenzione sui volti e le micro-fratture emotive dei suoi protagonisti, con l'obiettivo di descrivere la figura di un uomo stoico, coraggioso, illuminato e forse un po' apatico, evidentemente avulso dalla selvaggia brutalità dei suoi tempi. Il meccanismo narrativo (fuga-cattura-fuga-cattura) è ripetitivo, e le riprese delle battaglie seguono binari visivi abusati, ma il disegno complessivo è affascinante. E le parentesi misitiche, che fanno di Temudjin una figura quasi mitologica, sono la parte migliore.
ALLA SCOPERTA DI CHARLIE @@
Ovvero un esempio sfacciato del cinema indie americano più furbo e manierato. Un elogio della pazzia senza spine (ma esiste pazzia senza spine?) e del sogno («l'importante è chi il sogno ce l'ha più grande» come canta Vecchioni) incarnato da un Micheal Douglas a briglia sciolta: barbutissimo, incappucciato e tutto smorfie. Finale malin-comico con lacrima chiamata secondo manuale. Piacevole ma posticcio.
RACCONTI DI STOCCOLMA @@@@
Si usa dire che un politico ultra-conservatore svedese, in America sarebbe comunque considerato un progressista. Per ricondurre ogni cosa alla giusta misura (al di là della pur lodevole propaganda di un Micheal Moore: vedi Sicko), è prezioso questo thriller nordico di denuncia, in cui si incrociano quattro storie di ordinaria intolleranza e ipocrisia nella cornice della Venezia del Nord. Violenza domestica, fondamentalismi parareligosi, omofobia: tutto coperto da coltri di iper-garantismo mediatico o semplice menefreghismo. Un occhio al messaggio e uno alla suspance: e funzionano entrambi a meraviglia. In questo senso, non così dissimile da Gomorra. Due film che, insieme, valgono una sonora pernacchia a quella sòla di Cous Cous.
IRON MAN @@ Leggi la nostra recensione
IN BRUGES @@@@ Leggi la nostra recensione
IL TRENO PER DARJEELING @@@@ Leggi la nostra recensione