Sono i giorni di Gomorra. Il film di Matteo Garrone sta andando piuttosto bene al botteghino italiano (una volta tanto), è stato incensato dalla quasi totalità della critica italiana ed è pure stato accolto con grande entusiasmo a Cannes. In attesa di parlarne con maggior dettaglio nei prossimi giorni, facciamo giusto una considerazione. Al cinema, di solito, i "cattivi" hanno più fascino e sfumature delle loro controparti. Una tendenza che non tocca questioni etiche finché ci si muove in contesti fantasy, mentre diventa un po' più delicata quando si ha a che fare con il sociale.
Alcune delle pagine più ricche e apprezzate della storia del cinema (Il Padrino I e II, Scarface e Carlito's Way di De Palma, le saghe malavitose di Scorsese, il capolavoro leoniano C'era una volta in America) e della TV (I Soprano) hanno basato il proprio appeal proprio sulla mitizzazione di grandi epopee criminali, concentrate attorno a figure di malavitosi ambigue e seducenti. Ed è noto che alcuni boss mafiosi hanno richiesto ai loro architetti intere ville che replicassero nel dettaglio quelle dei loro epigoni su celluloide. Così come è noto che Cosa Nostra ha sempre gradito l'aura di rispettabilità e rigore proiettatale addosso dai film di Coppola.
Di fronte a questi canoni, ormai dati per scontato, non può che far piacere il successo di un film che descrive la criminalità organizzata per quello che di solito è: senza scrupoli, senza pietà, senza rispetto, senza onore. Miserrima e potentissima. Rinunciando a ogni costruzione epica in favore di uno sguardo secco e umano.
Speriamo il successo continui.
Intanto il quiz della settimana scorsa sulla newsletter cinema celebrava proprio i gangster movie che ora sto attaccando, dimostrando in questo modo che ho la coerenza di un politico ubriaco. Abbiate pietà delle mie sinapsi impazzite, e fate finta di nulla.
I tre film da indovinare erano La promessa dell'assassino di Cronenberg, Quei bravi ragazzi di Martin Scorsese e The Departed, ancora di Scorsese.
Avete indovinato solo in 8 (tra cui Corrado e Orietta Chiappori, che mi rispondono sempre in coppia nel giro di trenta secondi, e non ho ancora capito se sono coniugi, fratelli o la stessa persona: forse dovrei farli valere per uno), a fronte di un gran numero di risposte sbagliate. Tra le quali alcune comprensibili (Le jene, Casinò) e altre che mi hanno lasciato basito come solo voi sapete lasciarmi basito.
Terapia d'urto?
Mr. deeds?
Perchè avrei dovuto mettere dei film comici con Adam Sandler in un quiz sui gangster?
Vi siete bevuti il cervello con una scorza di limone?
Siete imprevedibili come una grandinata.
Comunque. Vincono, in ordine di risposta pervenuta, i seguenti magnifici tre: Marco Vacchina, Loredana Genco e il/la suddetto/a Corrado/Orietta Chiappori.
I primi due si portano a casa il superpremio: 2 biglietti omaggio a testa per assistere allo struggente dramma lirico Evgenij Onegin al Teatro Carlo Felice.
Mentre Orietta/Corrado vince un biglietto omaggio per il cinema.
Lodi a tutti: vincitori, vinti e gente con le idee confuse.