Spettatore - Comincio io?
Critico - È lo stesso. Cominci lei. La trama prima di tutto.
S - Sì. Allora. Siamo negli anni Ottanta. E c'è Tom Hanks che...
C - No.
S - Cosa no?
C - Non dica assurdità. Non è Tom Hanks. Tom Hanks è l'attore. Se racconta la trama deve usare il nome dei personaggi.
S - Che differenza fa?
C - Tutta la differenza possibile. Ricominci.
S - Allora...
C - Non si comincia un discorso con "allora".
S - Sì. Dunque. Charlie Wilson se ne sta in una vasca idromassaggio a Las Vegas, in un grattacielo, con due belle fighe e...
C - Per favore.
S - Che c'è?
C - Racconti la trama perdio, non i dettagli, o staremo qui tutta la notte.
S - Senta. La racconti lei.
C - Perchè?
S - La racconti lei. È meglio.
C - E sia. Charlie Wilson (Tom Hanks) fu, negli anni Ottanta, un deputato americano dalla vita privata alquanto movimentata: belle donne e festini con cocaina. Caso volle che nel periodo dell'invasione sovietica dell'Afghanistan, fosse anche parte della commissione che si occupava di finanziare le manovre militari segrete statunitensi. Sollecitato dalla ricchissima attivista texana, nonchè sua amante, Joanne Harring (Julia Roberts)...
S - Aspetti. Come fa a mettere le parentesi anche quando parla?
C - È il mio lavoro. Si impara. Dicevo. Sollecitato da Joanne Harring, e supportato da un agente della CIA burbero ma scaltro (Philip Seymour Hoffman), Wilson mise in piedi un'azione politica che permise di finanziare la resistenza dei Mujahideen all'esercito russo, fino a respingerne l'invasione. Fine.
S - Beh, però, poi c'è anche quella cosa del tipo coi baffi che rompe la vetrata e di quello bravissimo a giocare a scacchi che...
C - Lei non riesce proprio a guardare il quadro d'insieme non è vero?
S - Lei non riesce proprio a smetterla di perdere capelli non è vero?
C - Che c'entrano i miei capelli ora?
S - No, niente, così.
C - Dica qualcosa di sensato per favore. Le è piaciuto il film?
S - Mah, sì è divertente dai. Parlano un sacco e a un certo punto ti perdi quando lui va in Pakistan e poi nel deserto, però ci sono delle belle battute e pure le scene con gli elicotteri che sparano sulla gente che sembra quasi un videogames.
C - Lo sa? Lei si esprime come un uomo vissuto per vent'anni in fondo a un pozzo. Senza luce.
S - Ma pensa. E lei invece si esprime come uno che alle medie avrebbe dovuto prendere più legnate dai compagni di classe.
C - Mi stia a sentire. Il film ha dei dialoghi sapidi e brillanti, come tutti quelli di Mike Nichols (Il laureato, Conoscenza carnale, Closer)...
S - Di nuovo le parentesi. Come cazzo fa?
C - ...messi al servizio di personaggi lievemente caricaturali ma magnificamente incarnati da tre grandi interpreti. È cinema mainstream della miglior specie: intrattiene, informa e stempera qualche singulto patriottico in una prospettiva storica critica, che si addensa nel finale nella parabola zen del ragazzino e del cavallo. Anche se, l'avrà notato, non pronunciano mai una certa parola.
S - Sarebbe?
C - E sù, non può non averlo notato!
S - Mi sa che ora le spacco la faccia.
C - 'Talebani'! Non fanno mai riferimento ai Talebani! Tra le frange della resistenza che gli americani finanziarono, e a cui poi lasciarono un paese in pezzi, c'erano pure i famigerati Talebani. Su questo sorvolano.
S - Lei sembra anche una persona per bene. Magari un po' sapientino, magari pelato, ma per bene. Allora le chiedo: perchè usa parole come mainstream, singulto e prospettiva storica critica?
C - Beh, perchè sono le parole giuste.
S - Ma se poi uno non le capisce a che serve che siano giuste?
C - Se una cosa è giusta serve in ogni caso. Comunque...
S - Comunque?
C - Il film è piaciuto anche a me.
S - Una volta tanto. Vabè, finiamola qui. Andiamo a berci una birra che è meglio.
C - Io vengo. E la ringrazio. Tuttavia deve sapere che non bevo birra. Andrà bene una cedrata.
S - E ti pareva...