«Credete che sarà felice quest'anno nuovo?»
«Oh illustrissimo si, certo».
«Come quest'anno passato?»
«Più più assai».
«Come quello di là?».
«Più più, illustrissimo».
«Ma come qual altro? Non vi piacerebb'egli che l'anno nuovo fosse come qualcuno di questi anni ultimi?»
«Signor no, non mi piacerebbe».
Prendiamo spunto da questo estratto dalle
Operette morali di quell'
allegrone di Giacomo Leopardi, per
tirare le somme sugli avvenimenti dell'anno che volge al termine e riflettere su ciò che invece dobbiamo aspettarci da quello che verrà. Qual è il bilancio di questo 2007, e quali i propositi per il 2008?
Abbiamo rivolto la domanda alla
community di mentelocale, una schiera di teste pensanti che non finiremo mai di ringraziare per i loro preziosi contributi. Anche se non siamo riusciti a contattarli tutti (qualcuno sarà immerso fino al collo nel clima delle feste: un po' di vacanza se la meritano anche loro, o no?), come ci aspettavamo, le risposte che abbiamo raccolto offrono
un ritratto d'insieme, rapido e preciso dell'anno appena trascorso e delle speranze per il futuro di ognuno di noi.
Partiamo con il commento essenziale e sarcastico del
Peter Pan di casa nostra,
Alessio Caldano: «Anno 2007, bilancio: comprato casa, 20 anni di mutuo. Anno 2008 cosa mi aspetto: 19 anni di mutuo». Il suo auspicio prende in prestito una ormai celebre frase televisiva: «L'ottimismo è il profumo della vita» aggiunge Alessio: «
ogni tanto fate qualcosa che non bisognerebbe fare, che non vi aspettavate di fare, che non era in programma di fare».
La parola passa al fumettologo sampdoriano
Francesco Cascione, che per l'anno nuovo si augura «
un paese un po' più maturo, più pronto a proporre che a piangersi addosso, magari anche un po' meno fobico». E che, tutto sommato, del 2007 non parla poi così male: «Onestamente quando l'ho incontrato mi sembrava molto peggio. Ora che finalmente lo stiamo salutando devo dire che non è stato un anno cattivo, ma non si è applicato abbastanza, avrebbe potuto fare di più.
Indubbiamente poteva anche andare peggio. Prendete
Capitan America, lo hanno ucciso».
«Smettiamo di raccontarcela,
andiamocelo a prendere il nostro futuro per poter dare l'esempio della nostra felicità»: questa, invece, l'esortazione di
Marina Giardina, amica di vecchia data di mentelocale. Che prosegue: «
Di fronte a un meccanismo di economia globale la nostra soluzione deve essere nel gesto quotidiano. Ognuno ha il proprio, nessuno diventa maestro. Ognuno sa quale è il proprio obiettivo, la propria personale utopia».
Altro vecchio amico, altre considerazioni.
Giovanni Villani si augura principalmente due cose dall'anno nuovo: «Che
Genova venga messa in un frullatore tipo centrifuga a 90 gradi, in modo da disincrostare i veti incrociati, il manimanismo da troppo tempo imperante, le consorterie-narcisi, sempre uguali a se stesse, capaci di guardarsi allo specchio e credersi sempre belle. E che la
Birmania - già scomparsa dai mass media e dall'interesse della gente, dopo un battibaleno di (vera?) indignazione - possa ritrovare una sacrosanta democrazia».
Per quanto riguarda invece il bilancio dell'anno passato, il nostro esulta per due ritorni importanti: quello del
vinile («Una "battaglia" che, personalmente, conduco ormai da decenni a difesa di un'opera d'arte, che come tutte le altre, può essere sublime o una crosta, ma mai un bieco, scarno contenitore, come il famigeratissimo cd, che ha avuto l'unico risultato di distruggere la musica riprodotta») e «la
promozione in serie A del Grifone, finalmente certificata Doc e Docg, e senza sapore di tappo».
Decisamente più sconfortanti le riflessioni di
Claudia Priano: «Sono pessimista, non mi aspetto grandi cose.
Mi accontenterei di piccoli progressi per questo paese in crisi». E del 2007 che cosa butta e cosa salva? «Uno dei ricordi peggiori, che dà la misura di come è una grande parte dell'Italia» sostiene Claudia, «è l'immagine di Berlusconi a Napoli vestito come Mario Merola. Una cosa buona è invece il premio Nobel a Doris Lessing, che io adoro».
Un miglioramento a piccoli passi è auspicato anche dal musicologo
Riccardo Storti: «Non dobbiamo mai tediarci di chiedere
più giustizia, sicurezza, attenzione per chi rivendica diritti rispettando i doveri, e meno precarietà per tutti e in tutti gli àmbiti.
Poche cose, ma che funzionino (governi - planetari e non - compresi). Forse, solo così potremmo migliorare noi stessi e questo
oscuro granel di sabbia, che chiamiamo Terra».
Neppure le considerazioni di
Antonella Viale, scossa dall'attentato a Benazir Bhutto, sono tra le più fiduciose: «Da due giorni la mia mente passa in rassegna un anno che vede
il mondo sempre più in bilico su una quantità di abissi e una nazione - la nostra, casomai non fosse chiaro - in cui si parla a bassa voce di "nuovi poveri" come se si temesse il contagio. Un paese in cui, già tre anni
fa, per la prima volta dalla seconda guerra mondiale, erano calati il consumo del pane, della carne e del latte, mentre aumenta in modo esponenziale il fatturato dei cantieri che producono yacht sopra i 12 metri.
Che posso augurarvi? Di avere problemi d'amore (sempre meglio che diventare "nuovi poveri")? Che posso proporvi? La pace nel mondo? Per quanta affezione proviate per la mia
Posta del cuore, temo che non siate abbastanza numerosi da imporre il vecchio slogan "Facciamo l'amore, non facciamo la guerra" ai cattivacci che non la pensano così. Quindi, con sano realismo, vi auguro e spero che vi ripromettiate di pensare un pochino meno all'amore e un pochino di più alla guerra, compresa quella per la tutela dei posti di lavoro o le pari opportunità, per dire».
Legate a tematiche ambientali le riflessioni di
Marina Seveso: «Il 2007 è stato un anno contraddittorio» afferma: «Ancora non si capisce il vero e il falso rispetto all'ambiente. Alcuni sostengono che ci aspetta un futuro catastrofico, altri invece non sono così pessimisti: c'è da sperare che abbiano ragione questi ultimi». E per il 2008, si augura che sia «
un anno di buon senso, l'unico antidoto alle cose demenziali che troppo spesso ci circondano».
Anche
Adriana Albini rimane fedele alla sua razionalità di "scienziata della porta accanto". Questi, i punti salienti del suo 2007: prima di tutto «il premio Nobel per la medicina ad uno scienziato nato in Italia e cresciuto in America, Mario Capecchi», ma anche «la nascita di un partito nuovo, il PD, che sta ancora costruendo la sua identità», per concludere con «la pubblicazione dei racconti di 11 mie amiche scrittrici intitolata agli
Irresistibili bastardi». E queste, le sue speranze per il 2008: «
Tante scoperte scientifiche italiane, più fondi per la ricerca e posti di lavoro per i giovani, la stabilità del governo e che... i bastardi diventino buoni (ma non troppo)».
Un augurio ben mirato, invece, per
Marco Lagazzi: «
Auguro che nel 2008 chi si prende sul serio abbia la diarrea a giorni alterni e che sia un anno più ironico, imprevedibile, coraggioso, erogeno, strampalato, avventuroso e soprattutto con meno gente banale e saccente tra gli zebedei».
Chi invece preferisce non sbilanciarsi troppo è
Andrea Comparini aka Josef, il nostro "inviato del tutto speciale: «Per quanto mi riguarda,
detesto sia i bilanci che, soprattutto, i propositi. Con questo non voglio dire che non sia giusto chiedere suggerimenti, ma il concetto vale anche per il sedici di marzo o l'otto di luglio. In ogni caso da darvene non ne ho, vi considero molto bravi e molto attenti a quello che fate, forse
un po' troppo attenti, ma questa non vuole essere una critica».
Concludiamo con l'architetto e designer
Luca Mazzari, che ci ha anche fatto omaggio di un suo disegno, quello che vedete qui sopra. E chissà che quella striscia di cielo blu che si intravede tra i tetti dei carruggi genovesi non sia presagio di un reale spiraglio di luce, una svolta per un 2008 ancora migliore di tutte le aspettative. Chissà.
«Ecco un gioco per il nuovo anno» dice Luca: «
abituarsi a guardare con gli occhi degli altri; così facendo gli orizzonti si allargano e la vita si allunga. Auguri».
Sì, auguri di cuore.