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È una sorta di déjà vu sequenziale. Da quando sono arrivato mi capita di continuo di avere la sensazione di aver già incontrato prima tutti i miei ospiti. Vengono da tutta Italia: chi da Palermo, chi da Milano, Marche, Lazio, Toscana, Piemonte... Ed io non riesco a non pensare a quell'attimo della mia vita passata dove, per un minuto, una cena, per un secondo o forse solo per un attimo, ho avuto a che fare con loro.
Magari all'Acquario di Genova con Albe, il super bambino del caro vecchio Piemonte, che ieri aveva su la maglietta con il delfino. Oppure salendo su un autobus a Roma, in piazza Venezia, quando mi scontro con Cesare che va al lavoro; o prendendo un caffè al fianco di Claudio in un autogrill a Montecatini Terme.
O magari sul treno che mi portava in Sicilia, l'anno scorso? O ad una mostra a Palazzo Reale, mentre Fulvio saliva le scale? Forse, sorseggiando un rosso pugliese al VinItaly, con Simone che decantava i pregi delle botti grandi?
Sai quelle cose che poi si rivedono nei film, a storia conclusa, quando il protagonista sta per morire e si rivedono tutte le scene da lui percorse? E, a mano a mano, spuntano tutti qui personaggi: uno ad un concerto, con i capelli più lunghi; un altro che ti chiede un'informazione all'angolo della strada, o che magari sbaglia numero e ti manda un semplice messaggio. Chissà se questi casi o queste sensazioni vorranno dire qualche cosa. Chissà se un giorno saranno ben chiari nella mia testa e all'improvviso appariranno cristallini. Se, con una esclamazione dalla C maiuscola, in un istante li ricordi tutti?
O, forse, non te ne accorgerai mai, come avrebbero voluto quelli di Truman show.
A presto,
Mari
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