Mariano Peruzzo
A volte capitano strane coincidenze. Come la coppia di Palermo arrivata dopo che ho iniziato a leggere un libro di Camilleri sul vescovo Giovanni Battista Peruzzo, e che si sono sposati a San Francesco dove lo scrittore si riuniva con un gruppo letterario, ed hanno preso l'aperitivo dopo la cerimonia nell'unico locale che conosco della città, l'antica focacceria San Francesco.
Settimana seguente, nuovo libro. Inizio Il grande Viaggio di Giuseppe Cederna, ambientato in India con divagazioni sulle montagne della val Tellina. La stessa mattina che Giuseppe e i suoi compagni di viaggio arrivano a New Dheli una nuova coppia arriva a Coco Palm proprio da Delhi. Indovinate da dove viene lui, che fa Moretti di cognome? Ovvio, da Moretti, un piccolo comune a pochissimi chilometri da casa mia, dove si fa una festa della Birra in estate, e dove a marzo ho bucato alle 7.20 di mattina mentre andavo in Vespa sul Beigua.
Mentre andavo e venivo dalla piattaforma degli arrivi/partenze con il mare in tempesta, è arrivata la notizia di un naufragio con due dispersi. Il catamarano del villaggio di Bhoduiti, poco più a nord di Coco, ha probabilmente scuffiato e sono caduti in mare il ragazzo del water sport e il base leader del diving center. In effetti, ieri sera c'era un bel vento, mare leggermente agitato: l'ideale per provare le accelerazioni di un Bob Cat.
Sono eccezzionali, si ha la sensazione di volare per davvero a pelo d'acqua. Solo che capita spesso - soprattutto con gli esperti - fregarsene delle misure di sicurezza. Per esempio, non analizzare razionalmente le condizioni atmosferiche, o non indossare il Life Jacket non ritenendolo indispensabile.
Ore di attesa. Il mare non accenna a diminuire d'intensità, piove a sprazzi di 20/30 minuiti con scrosci che impediscono la visibilità e bloccano ogni attività, le ricerche sono per il momento sospese fino a nuovo ordine.
Nel villaggio non si parla d´altro, ma in modo rispettoso, a bassa voce, come non disturbare o non allarmare i bambini quando il nonno non sta più bene. L'acqua non è fredda (sopra i 27 gradi), e ce ne vuole per incominciare ad essere ipotermici. Le onde non sono poi così grosse, ma si parla di notte, di due personaggi impauriti forse feriti e forse separati dalla corrente. Storie comuni in tutti i mari del mondo dove in ogni porto c'è sempre gente che aspetta il ritorno di qualche persona, a volte invano.
Si sta un po' appesi, aspettando il bollettino telefonico che rimbalza di isola in isola. Per circa 18 ore continuano ad essere semplicemente dispersi in mare.
La notizia arriva poco dopo pranzo del giorno seguente, sono vivi e li hanno trovati a ben 34 km di distanza, approdati sopra una lingua di sabbia, sani e salvi.
Dopo due giorni, manco a farlo apposta, è iniziato un corso per il personale maldiviano che trascorre del tempo in mare. I ragazzi delle ciurme degli 8 Dhoni, i responsabili delle Guest Relation per le varie escursioni, il ragazzo del water sport appunto ed alcuni altri membri dello staff, tra i quali il sottoscritto.
Il Maritme safety awarness programme (MSAP) è tenuto dalla Coast Guard: diviso in due giornate di teoria della navigazione, cartografia, manovre di sicurezza in emergenza, primo soccorso, tecniche di BLS (basic life support) e CPR (rianimazione cardio/polmonare). Un bel corso, semplice ma efficace, stupendamente condotto. Tutti maldiviani i partecipanti, escluso il sottoscritto. Si parla nella lingua nazionale, il divehi. Sono in prima fila, nell'aula sopra la lavanderia.
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