Possiamo dirlo, siamo all'alba di un nuovo fenomeno internet. Dopo YouTube, re del 2006, quest'anno le carte in regola per essere
the next big thing le ha
Flickr, la più potente piattaforma di condivisione immagini del web. Già conosciutissimo e utilizzatissimo, da poche settimane Flickr ha infatti calato l'asso - almeno per noi internauti italiani - abbandonando l'un po' ostico inglese per la
ben più famigliare lingua di Dante (diventata nel frattempo il quarto idioma mondiale fra i blogger).
Flickr è la miglior risposta alla
bulimia fotografica figlia della diffusione delle macchine digitali: invece di inviarsi foto fra amici via mail, ora basta
caricarle online per renderle immediatamente visibili in una propria pagina personale, dove chiunque può vederle e commentarle, come in un blog.
Il sistema offre diverse opzioni per sbizzarrirsi in ogni modo, puntando su due cardini inamovibili:
la semplicità e la community, ovvero la facilità di caricare le immagini e la possibilità di entrare in contatto con migliaia di appassionati con gli stessi gusti.
Intanto si parla di una prossima apertura ai video, mentre prosegue lo sviluppo di
Zurfer, un'applicazione che permette di caricare le foto direttamente dal cellulare e soprattutto di
visualizzare quelle scattate in prossimità della posizione geografica indicata dalla "cella" della rete GSM.
Figlio del
web 2.0 al pari di
YouTube, Flickr è entrato a gamba tesa nella guerra (persa) di
Yahoo! - che se l'è accaparrato nel 2005 ancora in versione beta - contro
Google. Se il colosso di Mountain View con l'acquisto di YouTube ha seppellito le tentazioni di rivincita di Yahoo!, provocando
il siluramento del CEO Terry Semel, c'è da dire che
Flickr sta riaprendo il match, almeno per quanto riguarda il campo delle immagini, dove il
Picasa di Google fatica ad imporsi.
Di fronte al sito monopolista, secondo il classico corollario della new-economy, si muovono piccoli flickerini che attaccano il gigante nel suo punto debole, la mastodonticità. Si parla molto ad esempio del più agile
Zoomr - il cui fondatore non si fa tra l'altro problemi ad avere una
pagina su Flickr - e del più libero
BayImg, che non pone alcuna censura di tipo politico o morale alle immagini - mentre provate a vedere cosa (non) viene fuori su Flickr cercando "
Tienanmen protest" e capirete come mai Yahoo! sia stato accusato di essersi piegato
ai voleri censori di certi stati.
Ma Flickr resiste e rilancia, forte del proprio sistema arricchito ogni giorno con migliaia di foto. L'account normale consente infatti di caricare
100 mega al mese, se proprio siete fanatici con 25 dollari all'anno passate all'account
Pro, illimitato.
Il cuore del sistema è la
taggatura, ovvero la definizione di una serie di
tag, etichette, che descrivono l'immagine e che permettono di trovarla in mezzo ad altri miliardi di foto. I
tag aiutano anche ad associare la vostra foto - ad esempio, una fetta di torta - alle altre centinaia di foto di fette di torta scattate da tutti i flickeriani del globo, e magari di scoprire che c'è un
gruppo apposito dove si ritrovano tutti gli appassionati di fette di torta, e dove ci si scambia solo foto di fette di torta. Questo è infatti è forse l'aspetto più bello di Flickr: la possibilità di partecipare a
community tematiche - ce n'è davvero per tutti i gusti - o di commentare le foto.
Ci sono ovviamente tante
altre sciccherie a disposizione, come il Mappamondo, il badge, le note o i gingilli di
BigHugeLabs.com, ma per scoprirle non vi resta che navigare su Flickr, magari cominciando dall'
account di mentelocale.it.