Essì, ad occuparsi di ambiente si finisce un po' per assomigliare
alle tipiche vecchie zie, sempre piene di norme assurde da
rispettare: perciò facciamo che
mi fido di voi, lettori della mia
rubrica, e so che farete i bravi. Che non inquinerete prati e spiagge
con i rifiuti - beh, è proprio il minimo, no? - che userete stoviglie
di plastica solo quando inviterete trenta persone e oltre, che non vi
abbofferete di piatti industriali già pronti perché fa troppo caldo
per cucinare, che accenderete il condizionatore solo per lo stretto
necessario, che non comprerete souvenir ricavati da bestie ammazzate
o piante rare, ecc. ecc.
Però una raccomandazione importante ci sta, viene da
Altraeconomia ed è semplicissima da seguire: al
ristorante, in pizzeria, al bar, quest'estate
chiediamo l'acqua del
rubinetto.
La campagna per contrastare lo strapotere delle acque
minerali è ben documentata e assolutamente sensata e, naturalmente, parte dal presupposto che
neanche a casa si usi l'acqua in bottiglia, ma quella
del rubinetto. Quanto all'andare perennemente in giro con la
bottiglietta comprata - vezzo diventato di moda da quando, appunto,
anche nei bar non si può più chiedere un semplice bicchier d'acqua
senza passare per pitocchi - cosa c'è di più semplice (e risparmioso)
che riempirne una a casa e portarsela in giro? Senza paura di non
essere trendy:
la ribellione all'acqua in bottiglia sta conquistando
perfino New York, cosa volete di più? E, a mo' di dimostrazione di
dove
può arrivare la follia consumistica sullo sfruttamento dell'acqua -
bene di tutti, si ricorda -
cliccate qui: cubetti di
ghiaccio in cartone, trasportati da una parte all'altra del mondo. Ne
dà notizia
Blogeko, che consiglio come
lettura webambientalista per l'estate, giusto per non perdere
l'abitudine.
E, se è sicuramente vero che d'estate è meglio reintegrare le scorte
idriche bevendo - acqua, che il resto è un'aggiunta - come ci
ripetono tutti, è anche vero che
una buona dieta che comprenda molti
vegetali crudi è un ottimo accorgimento per non trovarsi a corto di
sali minerali e vitamine. Partendo da questa verità banale, è anche
il momento per dare il via a
un'alimentazione che comprenda frutta e
verdura biologiche. Senza certificato, se siete strasicuri del
contadino che tutti gli anni vi nutre quando siete in campagna,
cercati invece con tutte le garanzie se invece rimanete in
città.
Si è già parlato la volta precedente del
Mercatino della
Loggia, a cui ci si può rivolgere anche formando dei Gruppi
d'Acquisto, ma per chi ha fretta e magari vuol fare un primo
tentativo, il
supermercato Naturasì
offre
prodotti freschi di provenienza biologica. In città ci sono due
punti di vendita della catena in franchising: uno in via Barabino e
uno in Corso Europa. La gestione rispetta alcuni criteri generali
della catena, ma non è identica - come per ogni impresa in
franchising - quindi, nel caso, visitateli entrambi: ovviamente,
oltre ai freschi, il supermercato ha anche molti altri prodotti e
offerte di sconto specifiche per l'estate.
I prodotti vegetali sono anche i principali ingredienti dei
cosmetici
Lush, che infatti vengono
proposti nelle stesse confezioni usate per i prodotti di gastronomia,
sacchettini e vaschette di plastica riempiti al momento. La catena è
molto nota all'estero, e anche in Italia ormai i punti vendita sono
numerosissimi, ma qui a
Zena ha solo un negozio piccolino, nascosto
nello spazio commerciale di Bagnara, a Sestri Ponente. Ma la relativa
limitatezza dello spazio non significa che non ci si possa passare
una bella oretta o anche di più, esaminando tutti i prodotti e
facendo fatica a scegliere tra le Maschere fresche alla frutta e le
waterballs che lasciano coperti di brillantini per giorni e giorni,
resistendo anche alle docce successive.
È raro che questa rubrica si
sbilanci a favore di qualche impresa commerciale: ma Lush sembra
passare ogni esame di sostenibilità e di correttezza - perfino sul
piano dell'occupazione, perché
impiega al 90% donne e tutte in regola -
stando almeno al
rapporto di Legambiente del 2005). E va segnalata per l'estate per almeno due ottime ragioni:
la prima è che i suoi cosmetici sono solidi e ciò permette di
eliminare buona parte dei conservanti (perché spesso sono loro a
provocare reazioni allergiche al sole, lo sapevate?) e molti inutili
contenitori, basta un portasapone qualsiasi. La seconda è che molti
dei suoi prodotti sono
appositamente pensati per divertirsi in
coppia: e, come sappiamo,
stare in due sotto la doccia è un buon modo
di risparmiare acqua preziosa. Anche le vecchie zie hanno guizzi di
umanità, dopotutto, e Lush sembra aver trovato uno dei modi possibili
di coniugare sostenibilità e correttezza con il piacere di sentirsi
"frivoli e belli", chè anche quello ogni tanto ci vuole.
Se invece siete fra
gli imprevidenti che devono ancora decidere dove
andare, perché non dare un'occhiata alle destinazioni del
turismo
sostenibile? Sono molte le associazioni che se ne occupano, riunite
nell'
AITR (
Associazione Italiana per il Turismo responsabile), e propongono diverse destinazioni: qui ne
segnaliamo una "nostrana", che ha sede ad Avegno, sopra Recco, l'
Associazione RAM, a
cui rivolgersi per avere le idee più chiare in proposito.
Inutile dire, a rischio di passare non solo per vecchie zie ma anche
per noiosi predicatori di virtù, che
il turismo più sostenibile è
quello che si fa a piedi, magari esplorando i dintorni della città:
però lo dico lo stesso, perché se è vero che
metà degli italiani
quest'anno rimane a casa, il consiglio può essere valido. Mare e sole
quanto volete, ma una bella passeggiata ogni tanto non ci sta male,
perfino in città: magari è l'occasione giusta per scoprire musei
e giardini di solito ignorati.
Buona estate a tutti e, se volete,
continuate a leggermi sul mio blog.