Il Festival delle Periferie giunge alla quinta edizione. La manifestazione organizzata dall'associazione Metrodora a Villa Rossi (Sestri Ponente) è ormai un appuntamento fisso dell'estate genovese. Dal 14 al 17 giugno: quattro giorni pieni di musica dal vivo, mostre fotografiche e proiezioni. Sono circa venti i gruppi che si alterneranno sul palco. Si parte nel tardo pomeriggio e si va avanti fino a mezzanotte. Tra gli ospiti i giovani ma già quotatissimi Vanessa Van Basten, alcuni veterani della scena come Bobby Soul, Rosa Tatuata e Pornoshock. Poi i Cut of Mica, una presenza consolidata al festival di Sestri. Ci saranno anche i Green Light July da Alessandria, unica deroga alla genovesità delle band. Danno forfait i Numero6 e The Banshee: i primi per infortunio, i secondi perché vincitori del che li porterà - venerdì 15 giugno - ad esibirsi appunto sul palco dell'Heineken Jammin' Festival. Con tutta probabilità, invece, si aggiungeranno al cartellone i Marti, band dell'attore Andrea Bruschi.
Un'atmosfera particolare quella che si assapora al Festival delle Periferie. L'attenzione al territorio (non a caso quasi tutti i membri di Metrodora sono insegnanti) si accompagna ad un alto, a tratti altissimo, livello artistico. «Ultimamente ci siamo resi conto che il festival è decisamente sovradimensionato rispetto all'attenzione che riceve - dice Fabrizio Gelli, uno degli organizzatori - infatti, dopo cinque edizioni andate benissimo, ogni volta siamo convinti sia l'ultimo anno». Le istituzioni non ci sentono, o quasi. L'ingresso è rigorosamente gratuito. «Abbiamo fatto suonare circa cinquantacinque gruppi in cinque anni, cambiando completamente programma ad ogni edizione», dice Roberto Giannini, presidente di Metrodora. Così, come sempre, è l'entusiasmo e la passione a mantenere in piedi la baracca. «Quest'anno abbiamo avviato una collaborazione con il CEL (Centro Educazione al Lavoro n.d.r.) - prosegue Fabrizio - grazie alla quale i ragazzi del Centro vengono qui a darci una mano». Si tratta di giovani che non vogliono più studiare e che vivono varie forme di disagio; ma si sono dati molto da fare con le scenografie del festival.
Il progetto educativo di Metrodora non finisce qui. Da circa tre anni, infatti, Villa Rossi è stata abbandonata a se stessa. Da quando non c'è più la scuola elementare che ospitava. I ragazzi dell'associazione, insieme a molte altre realtà, sono riuscite a formare un consorzio che ha come scopo proprio quello di recuperare l'area. Giannini si sbilancia: «il potenziale è altissimo. È possibile che diventi uno dei poli culturali più importanti in città». Per ora non si sa molto di più, ma a breve ne sentirete parlare.
Tornando alla festa, ci sarà spazio anche per l'installazione interattiva musicale You will rock us di Open Art. E da mezzanotte in poi, via all'aftershow all'interno della Villa. Sarà anche possibile scambiare le proprie demo con quelle di altri gruppi genovesi.