Presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Genova si sta svolgendo il convegno internazionale
Knowledge, Language, and Interpretation. On the Philosophy of Donald Davidson (
dal 24 al 26 maggio) che rappresenta uno degli eventi specialistici più importanti per la cultura genovese e per la filosofia del 2007.
Ne parliamo con una delle organizzatrici,
Cristina Amoretti, imperiese, che ha insegnato
Filosofia e Logica della Scienza presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università di Genova e, attualmente, ha un assegno di ricerca presso il Dipartimento di Filosofia. Ha organizzato e partecipato a diversi convegni filosofici nazionali e internazionali. È autrice di vari articoli e recensioni; sono inoltre in via di pubblicazione, come autrice,
Interpretare la conoscenza. Sull'epistemologia di Donald Davidson (Franco Angeli), come co-autrice
La filosofia del dr. House (Ponte alle Grazie) e, come co-curatrice,
Conoscenza e Verità (Giuffré).
I contributi del convegno "Knowledge, Language, and Interpretation. On the Philosophy of Donald Davidson" verranno raccolti da Cristina Amoretti e
Nicla Vassallo in un volume che uscirà in inglese per una casa editrice straniera.
Chi è Donald Davidson? Perché un convegno su di lui?
Donald Davidson non è certo uno dei filosofi più conosciuti dal grande pubblico di lettori italiani, anche perché qui in Italia è la filosofia "continentale" ad andare per la maggiore. Nonostante ciò, egli è senz'altro una delle figure più importanti e influenti della filosofia contemporanea, soprattutto, ma non solo, nell'ambito della filosofia anglo-americana. Nel corso della sua carriera (Davidson è nato nel 1917 ed è morto nel 2003) ha scritto in modo acuto e originale a proposito dei più diversi problemi filosofici: anche se i suoi risultati più noti riguardano la filosofia del linguaggio, la filosofia della mente e la filosofia dell'azione, si è anche occupato di epistemologia, di metafisica, di estetica e di filosofia della letteratura, riuscendo sempre a contribuire con risultati nuovi e interessanti. Non è un'impresa da poco! Organizzare un convegno su Donald Davidson era quindi una sfida difficile, ma anche entusiasmante. Una sfida che Michele Marsonet e Nicla Vassallo (entrambi professori ordinari del nostro ateneo genovese) in qualità di coordinatori scientifici,
Daniele Porello ed io in qualità di organizzatori, abbiamo voluto cogliere.
Come è nato il titolo di "Conoscenza, Linguaggio e Interpretazione"?
Come ho detto, Davidson ha scritto molto e su tanti temi diversi. Abbiamo ritenuto fosse meglio restringere l'ambito di indagine del Convegno, in modo da dargli una struttura più solida e compatta; abbiamo così deciso di prediligere i problemi legati alla conoscenza e al linguaggio. È infatti analizzando le dinamiche della conoscenza e le caratteristiche del nostro linguaggio che è possibile capire e apprezzare appieno l'importanza del nucleo centrale della filosofia davidsoniana: l'interpretazione. Da qui il titolo del convegno: "Knowledge, Language, and Interpretation. On the Philosophy of Donald Davidson" ("Conoscenza, Linguaggio e Interpretazione. Sulla Filosofia di Donald Davidson").
Come sei venuta a contatto con la filosofia di Donald Davidson?
La prima volta che mi è capitato di leggere qualcosa di Davidson è stato al primo anno di università, al corso di Filosofia della Scienza. Si trattava di un saggio contro il relativismo concettuale: bellissimo. Quell'anno Davidson doveva parlare a un congresso ad Aix en Provence, così sono partita con una mia amica per andarlo a sentire. Non ho capito quasi nulla di quello che ha detto e ho deciso che dovevo assolutamente studiarlo. Ho scritto su di lui la mia tesi di dottorato, in cui mi sono occupata proprio di alcuni aspetti epistemologici della sua filosofia, dell'interpretazione e della teoria della triangolazione attraverso la quale Davidson mostra come la nostra conoscenza e il nostro pensiero dipendano dal contesto intersoggettivo e linguistico nel quale ci troviamo immersi.
Cosa ha significato organizzare un convegno internazionale come questo?
Dal punto di vista organizzativo è stato difficile, ma mi ha insegnato molto. Finché non ci si sbatte la testa non ci si rende conto di quanto sia complicato gestire partecipanti, invitati, ristoranti e tutto il resto. Tanto più che la dimensione e l'importanza del convegno hanno attirato studiosi da il ogni parte del mondo, Africa e Medio Oriente inclusi, per cui ho passato intere mattinate a litigare col fax per inviare le lettere d'invito necessarie per il visto. A questo proposito voglio ringraziare non solo Daniele Porello che ha organizzato il convegno assieme a me, ma anche Samuele Dellepiane e Cecilia Malfatto per il loro più che prezioso aiuto.
Chi sono i relatori e di che cosa parleranno?
I filosofi che abbiamo invitato sono tra i principali esperti della filosofia di Donald Davidson e sono tutti professori di grande prestigio, non solo a livello nazionale, ma anche internazionale.
Eva Picardi (Università di Bologna) ha curato l'edizione italiana delle prime due raccolte di saggi di Donald Davidson (Azioni ed Eventi e Verità e Interpretazione). Al convegno si occupa della filosofia del linguaggio, in particolare del problema della predicazione. Anche
Mark Sainsbury (University of Texas, USA) si concentra sulla filosofia del linguaggio, ma questa volta sulla teoria della verità di Davidson.
Massimo Piattelli Palmarini (University of Arizona, USA) ci propone invece un'indagine sull'origine del linguaggio, uno dei punti forse più "oscuri", ma al contempo più interessanti della filosofia davidsoniana.
Jennifer Hornsby (University College London, Birkbeck, UK), affronta qui uno dei dibattiti più avvincenti della filosofia del 900, cioè quello che ha visto protagonisti Davidson, Dummett e Hacking a proposito della possibilità di comprendersi alla luce dell'olismo semantico.
Mario De Caro (Università di Roma 3), autore peraltro dell'unica introduzione completa su Davidson disponibile in italiano, chiarisce i principali problemi di una delle teorie più discusse, il cosiddetto monismo anomalo, un tentativo quasi eroico di conciliare il materialismo con l'anti-riduzionismo del mentale.
Andrea Bottani (Università di Bergamo e presidente SIFA), indaga i risvolti ontologici più significativi della teoria della verità, mentre ancora di linguaggio si occuperà
Pascal Engel (Université de Génève, Svizzera), analizzando il ruolo della normatività all'interno della teoria dell'interpretazione. In mezzo a tutti questi grandi nomi,
Michele Marsonet e Nicla Vassallo hanno voluto che ci fossi anch'io: cerco di analizzare i rapporti tra la conoscenza della propria mente e quella del mondo esterno. Sebbene mi sia già capitato di parlare ad un convegno internazionale, è la prima volta che mi trovo sola in mezzo ad un gruppo di filosofi di così grande valore, e sono terrorizzata!