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Spettacoli
Ascanio Celestini - Appunti film lotta di classe
Ascanio Celestini
 

Il film di Celestini in prova sul palco

 
L'affabulatore che restituiva il passato, da un anno rincorre l'oggi del precariato. Da 200 interviste a 2 ore di spettacolo. Fino al 5
 
eventi
Ascanio Celestini sarà a Genova con il suo spettacolo fino a domenica 5 maggio. Giovedì 3 maggio riceverà il Premio Govi 2006, nell'ambito della tavola rotonda "Quale dialetto in teatro?". Venerdì 4 maggio, l'attore sarà inoltre alla Feltrinelli (via XX Settembre) alle 18.  
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Genova, 03 maggio 2007
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mentelocale di
Laura
Santini
   
 
Motivazione per l'assegnazione del Premio Govi 2006.
Grande affabulatore, capace di scatenare l'entusiasmo del pubblico soprattutto giovanile, nutre il discorso teatrale con documenti di scottante attualità, sorretto sempre da una capacità comunicativa eccezionale, impreziosita da un accattivante impasto dialettale, nel quale intride ironia, paradosso, denuncia sociale.
Co.co.co e co.co.pro.
Neolaureati perennemente in stage.
Lavoratori variabili, liquidi, di plastica.
A 30 anni suonati, ancora senza contratto, a casa di mammà.
È quest'oggi socio-umano disgregato quello che Ascanio Celestini ha scelto di mettere in scena al posto del passato.
Appunti per un film sulla lotta di classe (al Teatro della Corte fino al 5 maggio), si intitola e è un brogliaccio ancora in progress su lavoratori precari e società dei consumi. Duecento ore di interviste distillate, per ricostruire l'esistenza di chi esiste in quanto guarda la Tv, mangia pasta Barilla, pulisce il water con Anatra WC, veste Gucci o finto-Gucci e in farmacia compra il generico del Prozac.
Accantonata la memoria, (Cicoria, Milleuno, Radio Clandestina, Fabbrica, Ceccafumo, Scemo di guerra), narrata come nenia alla luce fioca di nude lampadine, ora tocca al presente entrare come il mito nella cadenza romana dell'affabulatore: siede di fronte a un leggìo pieno di fogli, racconta e canta (separando più precisamente i due momenti), accompagnato da una piccola orchestra (Roberto Boarini: violoncello; Gianluca Casadei: fisarmonica; Matteo D'Agostino: chitarra).

Sono proprio appunti, come dice il titolo, frammenti di vita quelli a cui Ascanio dà voce: «30 in tutto da cui ogni sera traggo 12/15 parti da mandare in scena», confessa a scena aperta nel suo modo semplice e diretto alla platea. È questo il suo stile: «un dire semplice per dare peso e forza visiva alle parole. È questa la forza del racconto orale: produrre immagini per chi ti ascolta. Abbassare il tono per alzarlo». E per questo oggi, giovedì 3 maggio, riceverà a Genova il Premio Govi 2006 (ore 17.30 @ Villa Serra di Comago).
Il lavoro, ormai in tournée da più di un anno e mezzo, confluirà a ottobre in un documentario in Dvd e, in un Cd: «visto che strada facendo le canzoni sono cresciute e al momento sono una decina circa. Sarò fermo a montarlo tra agosto e settembre».
Le testimonianze raccolte da Ascanio sono quelle dei lavoratori del call center Atesia alla periferia di Roma. «Un caso ancora in corso - mi spiega Ascanio - di rivendicazione contrattuale, organizzato in autonomia da un collettivo di lavoratori. Si sta chiudendo in questi giorni, per questo la settimana scorsa ho ricominciato un giro di interviste. I lavoratori hanno ottenuto un contratto part-time e sono in procinto di firmare una conciliazione con l'azienda, ma non tutti».

Come in una chiacchierata intima, il narrare di Ascanio colpisce tramite ripetizione, affascina per la pacatezza del suo personaggio-narratore, mai narcisistico, rapisce per l'ironia im-mediata che procura il modo stesso in cui sono articolati aneddoti e esperienze (anche se sono diventate più frequenti le freddure ammiccanti, aimé), affascina per la fantasia con cui riveste visioni quotidiane del reale.

In questo caso degli appunti presenta: «uno che lavora di notte per non buttare via il tempo» in un impiego inutile il cui obiettivo è tenere la conversazione telefonica per 2 minuti e quaranta e guadagnare così 85 centesimi lordi. Uno che quando va a casa c'ha un «fratello deficiente» con cui gioca a «rovesciare le parole così cane diventa enac e cavallo ollavac», che poi tanto deficiente non è perché anche lui lo sa che «anche a girarle il significato delle parole mica cambia» e non serve a rigirare il mondo «che poi tanto è rotondo». Uno che si legge le leggende metropolitane tramandate nella Settimana Enigmistica nella rubrica Forse non tutti sanno che. Uno che si è accorto che «la nostra società è quella del cesso» e che in tivvù «c'è un gran magna magna, tra le cuoche catodiche, ma nessuno caga mai: e allora è fiction». Uno che pensa che «il proletario consapevole dovrebbe comprarla la pasta Barilla e cagarla in pubblico per mostrare che non è né bella né azzurra come ci fanno credere». Per questo proletario «mangiare una Mercedes come il cinese di Forse non tutti sanno che e cagarla in piazza sarò il giorno della rivoluzione».

«Mi interessa - conclude Ascanio - raccontare l'altra parte della società del consumo quella dell'escremento. Perché la cosa che fa più paura, e che si può fare contro il prodotto, è non comprarlo, farlo scadere. Questo è il più grande attentato che si può fare». La lotta di classe non è solo un'invenzione poetica, secondo Ascanio «esiste se c'è una sana consapevolezza. Anni fa il pensiero si appoggiava su ideologie forti. Cadute quelle, oggi il tentativo sta nel capire dov'è la consapevolezza e farla rientrare nel conflitto sociale e culturale».
 
 
 
 
 
Teatro della Corte
Via E. F. Duca D'Aosta - 16129 Genova
Genova - GE
010 53421
info@teatrostabilegeno...
www.teatrostabilegenov...
Orari d'apertura: Orario spettacoli: tutte le sere 20.30 - domenica ore 16; Posti a sedere: 1002; Č possibile acquistare i biglietti online su


Aggiornato il 13/10/10

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Ascanio Celestini - Appunti film lotta di classe
Ascanio Celestini in "Appunti film lotta di classe"
 
   
 




 

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