In città non si parla d'altro: prima o poi, lo spettro dell'estate
caldissima in cui mancherà anche l'acqua salta fuori in qualunque
discorso.
Chi ha già fissato la casa in campagna e chi si fa fare il
preventivo per il condizionatore, chi mugugna e chi spera: se andrà
davvero come dicono le previsioni, sarà solo un assaggio di ciò che
ci attende nei prossimi anni, dicono gli esperti, mentre i politici
annunciano provvedimenti futuri, dimostrando un ottimismo che una
volta tanto non è confortante per nulla.
Mentre
i giorni si snodano tutti ugualmente asciutti già da un bel
po', mentre piante e animali sono tutti sfasati, mentre il nervosismo
e i malesseri aumentano,
tutti noi continuiamo a sperare una speranza
antichissima: che, finalmente, piova. Che il cielo grigio del mattino
e i tuoni lontani si traducano in quella pioggia sottile che si dice
ancora "tipica della primavera", invece che nella cappa afosa a
cui ci stiamo già abituando.
Ma siamo esseri razionali, noi
contemporanei, e sera dopo sera ci affidiamo alla scienza guardando
il meteo invece di intrecciare danze rituali: dopodichè, continuiamo
semplicemente a sperare.
Per risolvere
il problema della siccità non basteranno gli sforzi
individuali, questo è certo, ma
il contributo di ognuno in questo
caso è davvero fondamentale: ogni litro d'acqua non sprecato è un
litro in più che si può usare. E, indipendentemente dalla siccità
annunciata e temuta, l'acqua sta diventando un bene prezioso anche da
noi, meglio imparare a risparmiarla fin d'ora.
Ormai ovunque si possono trovare
tip&tricks su
come mettere in
pratica il risparmio idrico, di cui il principale rimane quello di
far riparare o sostituire i rubinetti che perdono, uno spreco del
tutto inutile e oneroso. O di far installare gli economicissimi
riduttori di flusso che riducono il consumo più o meno della metà senza che ne risenta il
comfort.
Attaccare lavatrice e lavastoviglie solo a pieno carico è una
semplice norma di economia domestica prima che ambientale, ma forse
non si sottolinea abbastanza l'importanza di usare i cicli brevi e le
basse temperature, soprattutto in lavatrice, che consentono di
risparmiare acqua ed energia.
La produzione di energia elettrica
dipende infatti in parte anche dall'acqua, ed è per questo che sono
già stati annunciati possibili black-out: ma, soprattutto,
la
produzione di energia è fra le cause dirette del caldo che ci
angoscia e abbattere i consumi sarà ben presto un imperativo.
Potendo, quindi, attaccate nelle ore serali e notturne (in cui c'è un
surplus inutilizzato di energia) gli elettrodomestici necessari ed
evitate come la peste quelli superflui. Per esempio, le famigerate
"lavasciuga" che sono sbarcate anche da noi in qualità, si
immagina, di nuovo
status-symbol da barzelletta, visto che le
temperature annunciate le renderanno fra poco solo un'ulteriore
fonte di calore e di spreco. Chi ha il forno elettrico, a proposito
di energia, si abitui ad usarlo solo per più cotture contemporanee:
il vantaggio sarà immediatamente visibile anche in bolletta.
Chi ha la possibilità e la voglia di introdurre qualche miglioria in
casa, lo faccia anche attrezzandosi in modo passivo contro il caldo:
non solo con le tende da esterni ma anche con tendoni bianchi
interni, meglio se in tessuto naturale piuttosto spesso come la
canapa o un buon cotone. Negli appartamenti in cui ci sono finestre
che non si aprono, difendono dalla calura le stanze senza bisogno di
stare al buio, così come le piante d'appartamento o da balcone
possono essere fonti d'ombra (e d'ossigeno) apprezzabili.
Ormai da molti anni in diversi Paesi del mondo si stanno sperimentando
tetti e pareti ricoperti di verde, proprio come difesa dai cambiamenti climatici: ma anche un folto rampicante sulle pareti del balcone ha una sua efficacia. Già, le piante: in caso di siccità si possono prevedere facilmente le risse condominiali tra chi soffre la sete e chi bagna il giardino, ma sacrificare le piante - anche quelle da città, su un davanzale o
un balcone - sarebbe controproducente. Sono loro che ci difendono, per quello che possono, dall'effetto serra e andrebbero invece moltiplicate in ogni luogo possibile. Non c'è poi bisogno di utilizzare acqua potabile per mantenerle in salute: riciclando contenitori di plastica dei detersivi (l'acqua che userete per risciacquarli mettetela direttamente nel cestello della lavatrice),
avremo una scorta di "vuoti" pronti ad accogliere l'acqua del risciacquo delle verdure o dei bicchieri, o di qualsiasi altro utilizzo domestico in cui rimanga immune da unto o da agenti chimici.
Altri semplici contenitori, ma questa volta più larghi che alti,
potranno
accogliere l'acqua piovana se mai si deciderà a cadere, in
modo da farne un po' di scorta. In generale, l'espediente migliore per risparmiare l'acqua è, subito dopo quello di non tenere aperti i rubinetti inutilmente (e di mettere una grossa pietra o
un semplice marchingegno che si può comprare o far da sè, negli sciacquoni sprovvisti di flusso differenziato), il semplice accorgimento di raccoglierla ogni volta che si può: un catino che vi fa compagnia nella doccia vi darà l'acqua per le
pulizie di casa, ciò che rimane nella pentola in cui sono bollite le verdure è un ottimo fertilizzante per le piante in vaso, l'acqua in cui è cotta la pasta sgrassa i piatti da lavare grazie all'amido che contiene. Se non vi sembra che, dopotutto,
l'acqua che va sprecata ogni volta che la lasciamo andare direttamente dal rubinetto allo scarico invece di raccoglierla in un catino (per esempio lavando i piatti, che è l'esempio più classico, ma anche non chiudendo il flusso mentre usiamo lo spazzolino da denti o ci insaponiamo ben bene i capelli) sia poi così influente, fate una semplice prova mettendo
un catino nel lavello mentre eseguite queste operazioni di routine nel consueto modo "sprecone". Quando si riempie - e vedrete quanto in fretta - mettete l'acqua raccolta in un contenitore e ricominciate: alla fine dell'operazione avrete cambiato idea.
Info:
pedalalento@virgilio.it,
lastreganocciola.blogspot.com