Slumming. Forse ai più questa parola non dice nulla. Su
Wikipedia si scopre che si tratta di una moda risalente almeno alla Londra Vittoriana, quando i giovani della buona borghesia si divertivano nei sobborghi più
bohème e malfamati della metropoli.
Slumming è proprio questo: farsi un giro in un'area socio-culturale molto più degrata di quella da cui si proviene, spinti da curiosità, desiderio, spirito d'avventura. Negli Ottanta diventa la pratica prediletta di una certa fascia di
yuppies.
È quello che fa anche Sebastian (August Diehl), protagonista del film girato dall'austriaco
Micheal Glawogger nel 2006 e proiettato alla rassegna del
Nuovo Cinema Europeo giovedì 19 aprile. Il titolo è, appunto,
Slumming.
One man's joke is another man's destiny (Il gioco di un uomo è il destino di un altro uomo).
Sebastian, e il suo compagno di casa Alex, giocano con le vite e le storie degli altri. Incontrano ragazze conosciute in chat per fotografarle sotto la gonna, vanno nei locali notturni regalando rose e drinks a destra e a manca. Raggiungono l'apice quando prendono un poeta ubriacone addormentato su una panchina di Vienna (Kallman) e lo lasciano davanti a una stazione ferroviaria ceca. Nelle loro notti deliri di onnipotenza e noia si mischiano, creando corto circuiti pericolosi. Più che altro per gli altri.
Poi Sebastian incontra Pia, una maestra elementare meno fessa delle altre, e ci casca.
È tutta qui la storia, nell'intreccio di queste tre vite (Sebastian, Kallman, Pia) che si influenzano a vicenda, a volte consapevolmente altre meno, in una spirale di eventi.
Magistrale la prova di
Paulus Manker, ovvero Kallman, il poeta alcolizzato che vende le sue poesie per strada. Quando si risveglia dove lo ha lasciato Sebastian inizia un viaggio a ritroso, una specie di purificazione dello spirito e del corpo che lo riporterà a Vienna molto cambiato. Le sue vicende a tratti sono esilaranti.
Un altro viaggio, in mezzo alle catapecchie di un paese dell'estremo oriente, trasformerà lo
slumming di Sebastian in una presa di coscienza. Pia è la chiave di volta dell'intera storia: donna tenace e sicura, non deve fare nessun viaggio. Resta dov'è, con i piedi ben piantati per terra.