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Sei uova 1.50 Eu, dieci carciofi 2.97 Eu, un chilo di finocchi 1.78 Eu, un chilo di carote 1.70 Eu, limoni a 2.55 Eu, patate 0.90 Eu.
I prezzi sono più o meno quelli del supermercato, ma questi alimenti arrivano da produttori liguri e del basso Piemonte, che partecipano di persona al mercatino Biologgia, a Genova ogni quindici giorni (a fianco tutte le date fino a dicembre 2007).
Dopo alterne vicende, da settembre 2006 l'appuntamento ha ripreso a funzionare alla Loggia di piazza Banchi e, quando questa è occupata da altre manifestazioni, in via Lomellini.
Intorno al 2002 un gruppo di cittadini si stava impegnando per mantenere pubblica la Loggia, che il Comune era intenzionato a dare i gestione a privati. Uno dei loro primi progetti fu quello di organizzare un mercato con produttori locali. Jeanne Vazzoler era tra i promotori dell'iniziativa, che prosegue ancora oggi con non poche novità: «ci battiamo da sempre per l'abbattimento dei prezzi del biologico, convinti che sia in atto una bolla in questo settore. È la catena di rivenditori a farli lievitare, mentre i produttori, che hanno relativamente poche spese, possono tenerli più bassi».
Nel frattempo si formati alcuni GAS (Gruppi di Acquisto): «sono circa undici - prosegue Jeanne - di 6/8 persone l'uno». Come funzionano? «Si viene al mercato, si fa la tessera individuale e si forma il gruppo, poi si individua un collettore centrale che si occupa di fare gli ordini. In previsione del mercato successivo il produttore fornisce la disponibilità di prodotti, e quando arriva il giorno si va al suo banco per ritirare». Frutta, verdura, latticini, carne (consegnata sottovuoto), ma anche conserve.
L'ultima novità riguarda internet: «tra breve ci sarà la possibilità di fare gli ordini online», continua Jeanne.
Se il prezzo è più o meno lo stesso dei cibi non bio al supermarket, perché sbattersi tanto? La domanda è retorica, ma vale la pena di ricordare alcune piccole cose che ci stiamo dimenticando: «il profumo, il gusto, la sensazione di magiare qualcosa che ti fa bene», dice Jeanne.
Per assaporare queste cose la grande distribuzione fa pagare un sovrapprezzo consistente. L'equazione diventa: cibo sano uguale cibo d'élite. «Tutto questo senza avere garanzie a proposito della provenienza dei prodotti. Noi invece conosciamo tutti gli agricoltori/allevatori. Solo così puoi sapere cosa mangi», dice ancora la Vazzoler.
I produttori, oggi una dozzina, sono tenuti ad esporre informazioni sulla modalità di produzione e sulla tracciabilità del prodotto. E nel calendario di Biologgia sono comprese varie iniziative, come feste e dibattiti sul tema dell'alimentazione.
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