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Cultura
Fulvio Magurno: 'Librarium'
© foto: Fulvio Magurno  -  una delle immagini in mostra
 

Magurno: leggere, viaggiare, fotografare

 
Dal 19 al 23 febbraio alla Fondazione Garrone la mostra 'Librarium'. Scatti in bianco e nero e un racconto inedito di Maurizio Maggiani
 
   

     
Genova, 14 febbraio 2007
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mentelocale di
Francesca
Baroncelli
   
Romanzi, saggi scientifici, testi teatrali, racconti brevi e poesie. «Ho sempre avuto l'intenzione di "vivere tra i libri"», spiega Fulvio Magurno. Il fotografo siciliano, che si è formato a Napoli ma che dagli anni Ottanta vive a Genova, sembra aver raggiunto il suo scopo: venerdì 16 febbraio alle 18 verrà inaugurata presso Palazzo Ambrogio Di Negro in Banchi, sede della Fondazione Edoardo Garrone (via San Luca 2), la mostra Librarium, che sarà visitabile dal 19 al 23 febbraio. Un viaggio nel mondo della lettura e del libro attraverso una serie di immagini in bianco e nero.
«Da adolescente ero timido e la fotografia era il mio modo di usare le parole», racconta Fulvio, «col tempo ho scoperto l'importanza della comunicazione verbale. Oggi amo raccontarmi». E nella sua mostra Fulvio si apre presentando ai visitatori le persone più importanti della sua vita: «nelle foto compare spesso mio figlio, che ho ritratto quando era piccolo durante i momenti di svago oppure mentre leggeva uno dei tanti libri che io e la mia ex compagna gli donavamo».

Al tema della lettura si affianca poi quello del viaggio: «più che un "tema" è un motivo a cui sono stato fortemente legato. Per più di quindici anni ho realizzato reportage per i più importanti giornali italiani. Ma alle foto che scattavo in giro per il mondo per lavoro ho sempre abbinato quelle personali, in bianco e nero: per me la realtà è a colori, i pensieri sono invece in bianco e nero».
Fulvio ha viaggiato soprattutto per cercare se stesso nei luoghi e nelle loro atmosfere, «ma viaggio vuol dire anche trasgressione. Peccato che oggi tutti amino viaggiare, così è scomparsa l'attrattiva di un tempo». I primi scatti risalgono al 1982: «ricordo di aver ritratto un amico, il regista teatrale Antonio Neiwiller, mentre leggeva». Quella foto è in mostra in via San Luca: Neiwiller è seduto ad un tavolo, davanti a lui numerosi volumi aperti. Del suo viso, annebbiato dal fumo di una sigaretta, si scorgono solo gli occhiali, tondi e scuri.
Mi colpisce una foto che sembra tratta dal film Il tè nel deserto: «l'ho scattata in Marocco», conferma il fotografo. Alcune immagini vengono dall'Egitto. Fulvio me ne mostra una: in primo piano c'è una sura del Corano che parla del matrimonio. C'è anche una foto che mostra una scritta in brail: «anni fa ho realizzato un reportage per i non vedenti», spiega Magurno. Ricordi familiari nella foto che raffigura il testo in greco delle favole di Esopo: «mi ricordano l'infanzia di mio figlio».

Il catalogo della mostra, «che ho voluto tascabile e pratico proprio come un libro», è arricchito da un racconto inedito di Maurizio Maggiani: con il Racconto morale d'inverno lo scrittore ci racconta uno sprazzo della sua infanzia. La sua famiglia era povera e al posto della carta igienica usava la carta del quotidiano della domenica. Maggiani bambino sognava di leggere su quei lembi di giornale notizie fantastiche che lui stesso inventava, non conoscendo ancora l'alfabeto.
«Ho conosciuto Maggiani anni fa, quando realizzai un suo ritratto fotografico. Poi, in occasione di una mia mostra, gli chiesi di scrivere un racconto breve da inserire nel catalogo. Lui lo fece con grande generosità. Oggi, per la seconda volta, mi ha regalato un racconto scritto apposta per Librarium».

Fulvio Magurno ha avuto a che fare con un altro grande della letteratura italiana: nel 1995 ha infatti realizzato il libro fotografico Lisboa Lisboa insieme ad Antonio Tabucchi. «Era l'anno dell'uscita di Sostiene Pereira, uno dei suoi libri più noti», ricorda Magurno, «io realizzai un reportage di presentazione del libro che sarebbe stato pubblicato su Sette, il supplemento del Corriere della Sera. Visitai Lisbona per la prima volta e ne rimasi affascinato: insieme a Napoli è l'unica grande città europea che ha ancora un'anima e un popolo. Mi piacciono i portoghesi perché sono riservati; in questo assomigliano ai genovesi».
Tabucchi l'ha accompagnato nei luoghi del libro e l'ha messo in contatto con chi conosceva bene la vera Lisbona: «sono tornato lì altre volte e, come sempre, al lavoro a colori ho abbinato quello in bianco e nero, che ha raccontato le mie più intime sensazioni». Tabucchi ha contribuito al libro tracciando un itinerario rivolto ai viaggiatori: «insomma, ne è uscito fuori un diario di viaggio a quattro mani».

Tra i prossimi progetti di questo «napoletano dal carattere inglese», come Magurno stesso si definisce, c'è un'altra mostra fotografica, che si svolgerà dal 23 al 25 marzo nei Palazzi dei Rolli: «sarà un lavoro più concettuale. I miei scatti si chiameranno Pitture murali».
 
 
 
 
 
Librarium
Fondazione Edoardo Garrone, via San Luca, 2
010 8681530
Orari d'apertura: La mostra č visitabile su prenotazione al numero 010 8681530

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