Gli indiani a Palazzo Ducale? Tutto è possibile, grazie alla mostra
Sfumature di rosso: i colori dei primi americani, visitabile
dal 18 gennaio all'8 febbraio nella sala
Liguria Spazio Aperto. Ideata e curata da
Naila Clerici (docente di Storia delle Popolazioni Indigene d'America presso l'Università di Genova) insieme all'associazione
Soconas Incomindios, la mostra racconta la vita dei Nativi americani di oggi attraverso fotografie, manifesti, quadri, oggetti d'artigianato e proiezioni.
Quali sono le attuali condizioni di vita nelle riserve? Esiste ancora il razzismo? Il viaggio nella vita degli indiani parte con una fotografia: è il ritratto di
Gilbert Douville, che oggi vive a Genova senza però rinunciare a difendere le tradizioni del suo popolo.
Alcuni oggetti sfatano numerose credenze: «il classico casco fatto di piume colorate è tipico solo di una zona dell'America», mi spiega
Mauro Carosio, uno degli organizzatori, mentre mi accompagna nella mia visita; accanto al casco c'è infatti un cappellino da baseball e una maschera realizzata con il grano: «
le mille facce di un popolo», aggiunge Mauro.
Ci sono poi oggetti che appartengono all'artigianato locale di fine 800 e un dipinto di
Rick Hill del 1983, che raffigura un uomo con le trecce e la pelle arsa dal sole. Ma l'indiano indossa anche un paio di modernissimi occhiali da sole e una cravatta colorata.
Una teca racconta
il ruolo controverso di Cristoforo Colombo: «se per noi è il più celebre tra i navigatori, per gli indiani - mai chiamarli "pellerossa" se non si vuole offenderli - è l'invasore. Dopo il suo arrivo, infatti, hanno avuto inizio i massacri dei nativi. A proposito, oggi li chiamiamo "indiani" perché Colombo credeva di essere giunto in India...».
Una parte della mostra racconta
la vita nelle riserve, che lì continuano a non sentirsi a casa. Le foto ci spiegano che cosa erano nel passato e che cosa sono oggi: «il governo non ha tenuto conto delle esigenze dei Nativi, che tradizionalmente non vivono in case come le nostre perché odiano gli appartamenti di forma quadrata e rettangolare: pensano infatti che negli spigoli si nascondano gli spiriti, tanto che le loro abitazioni tradizionali sono tende di forma tonda. Lì
gli spiriti circolano liberamente».
Una parte delle foto di Naila Clerici ritraggono i volti di chi vive nelle riserve. Alcuni indiani sono riusciti ad arricchirsi, altri vivono in zone degradate e l'alcolismo è la piaga più diffusa.
Una bacheca raccoglie
i prodotti tipici: dalla carne di bisonte essiccata - l'animale è sempre stato la maggiore fonte di sostentamento per gli indiani - al mais, fino al riso nero e alle erbe, che vengono fumate così come le cortecce.
E ancora, le immagini di "chi ce l'ha fatta": una fotomodella, un funzionario dell'ONU, un poeta e alcuni scrittori. «Una curiosità: le miss indiane non vincono i concorsi perché belle, ma perché virtuose», aggiunge Mauro, «insomma, per indossare la coroncina le ragazze devono essere abili in qualcosa». Interessanti le foto che testimoniano
i cerimoniali indiani: dalla "danza del sole" ai momenti di festa. La proiezione che conclude la mostra è riservata alla storia dei nativi.
Molti anche gli eventi collaterali alla mostra:
2 febbraio, ore 15-18
Palazzo Ducale - Sala Liguria Spazio Aperto
Proiezioni di documentari su storia e realtà contemporanea dei Nativi americani; seguirà conversazioni sui temi trattati.
3 febbraio, ore 17
Palazzo Ducale - Sala Liguria Spazio Aperto
Il Teatro delle Nuvole con Franca Fioravanti, Marco Romei e la Scuola Laboratorio darà voce ai Nativi del passato e contemporanei.
3 febbraio, ore 17
Palazzo Ducale - Sala Liguria Spazio Aperto
Tavola rotonda: I Primi Americani tra immagine e immaginario'. Commenta Gilbert Douville, Lakota.
3 febbraio, ore 20
Sal del Caffè di Salita San Matteo 13r
Cena con cibi originari delle Americhe (20 Euro tutto compreso, su prenotazione), a cura del Coordinamento Ligure Donna Latinoamericane.
Per informazioni:
www.soconasincomindios.it
infosoconas@yahoo.it
Per prenotazioni
347 5877945