Troppe coincidenze si sono intrecciate in questi giorni di fine gennaio 2007: e il
Giorno della memoria, in un attimo, si è trasformato nel giorno del dolore.
Lele Luzzati, uno dei figlioli più amati da Genova - un amore ricambiato in pieno -
si è spento la sera di venerdì 26 nella sua casa. Aveva 85 anni, se n'è andato a causa di una caduta disgraziata, solo qualche ora prima di ricevere il riconoscimento più importante dal Comune della sua città, il
Grifo d'Oro.
Sabato 27 doveva partecipare anche a una conversazione a
Palazzo Ducale per commemorare la Shoah. In quello stesso luogo, alle ore 18.00, l'incontro è stato sostituito dall'orazione funebre in suo onore. I funerali si terranno lunedì 29 alle 12.00 nel Cimitero Ebraico di Staglieno.
Solo una cosa ha convinto Luzzati a lasciare Genova:
le leggi razziali. Fuggito a Losanna per studiare all'
Ecole des beaux Arts, lì pose le basi del suo personalissimo stile. Nel 1944 l'esordio teatrale, appena diplomato, con uno spettacolo realizzato insieme ad Aldo Trionfo e Guido Lopez.
Nel 1960 Luzzati crea
La borsa di Arlecchino sempre con Trionfo. Nel 1976 i due fondano, insieme a
Tonino Conte, una delle istituzioni culturali più influenti degli ultimi trent'anni a Genova: il
Teatro della Tosse. Con il
Flauto magico - la sua rilettura dell'opera mozartiana - l'artista firma la sua animazione più celebre.
Ha ricevuto la laurea
honoris causa in Architettura nel 1992 dall'Università di Genova; nel 2001 a Porta Siberia ha inaugurato un
Museo a lui dedicato. Uno lavori più recenti - lo spettacolo
Genova è la mia scena nella Chiesa di Sant'Agostino - era ancora una volta profondamente legato alla sua città. È stato il suo ultimo omaggio.
Chi, come mentelocale.it, vive e lavora per fare cultura a Genova, non può che sentirsi orfano in questi momenti.
Il
sindaco Giuseppe Pericu ha dichiarato che pochi artisti hanno celebrato Genova come Luzzati, grazie alla sua multiforme attività. «Limpida figura della nostra cultura offerta all'Italia e al mondo, maestro instancabile, ci ha lasciato una grande e preziosa produzione artistica. Ricordo con enorme affetto il lavoro comune per il Teatro della Tosse, in particolare per la nuova sala realizzata nell'ambito delle Colombiane negli anni '90 e la sua mostra al Beaubourg dello stesso periodo. Ci mancheranno molto la sua disponibilità, la sua gentilezza e la sua grande umanità», ha commentato il presidente della Regione Liguria,
Claudio Burlando.
Il
Teatro della Tosse - come aveva già fatto per Aldo Trionfo - lo ricorderà sabato 27 gennaio prima dello spettacolo
Caro piccolo Adolf.
Arrivederci Lele.