Č lui il vincitore del Festival di Sanremo 2007. La sua prima dedica č per quelli che vengono chiamati "matti". La nostra intervista
Simone Cristicchi ha vinto il Festival di Sanremo 2007. La sua prima dedica è andata a tutti quelli che sono considerati "matti", persone «che hanno diritto a vivere con dignità», ha detto. Del suo impegno nei confronti di questo mondo ci aveva parlato poco tempo fa, in occasione dello spettacolo Centro di Igiene Mentale, andato in scena al Teatro della Gioventù. In omaggio alla sua vittoria, vi riproponiamo quell'articolo
Qualche mese fa l'abbiamo incontrato in occasione di Be You - young festival. Ora Simone Cristicchi torna a Genova con il suo spettacolo di teatro-canzone Centro di Igiene Mentale, martedì 30 gennaio alle ore 21.00 al Teatro della Gioventù di via Cesarea. Lo si chiama di nuovo e lui, come la volta scorsa, si dimostra molto disponibile, uno simpatico.
Da quando è diventato famoso, Simone porta avanti due progetti paralleli, due tour distinti: uno musicale e uno teatrale. Il tormentone Biagio gli ha dato la notorietà: «ma si è rivelato un'arma a doppio taglio - dice - da cui mi sono sentito un po' marchiato». Così ha cercato di continuare a fare le cose che gli piacciono. A costo di sorprendere.
Chi non lo conosceva, infatti, ha stentato a capire che c'azzeccava il cantante da hit con uno spettacolo sui manicomi. Ecco, appunto, ci spieghi che c'azzecca? «Mi è capitato di fare servizio civile e poi volontariato in quel tipo di strutture, e da allora mi sono ripromesso di fare uno spettacolo sulle persone che ho incontrato. Sono loro che hanno iniziato a farmi riflettere sulla diversità».
A metà tra narrazione e canto, con momenti estremamenti duri ed altri più leggeri, CIM è composto da monologhi scritti da Simone, e brani in tema, come I matti di De Gregori o Via Broletto 34 di Sergio Endrigo. Che esperienza è stata per telavorare con i pazienti? «Molto positiva, sotto tutti i punti di vista». Ci racconta due aneddoti significativi sul tipo di persone che si poteva incontrare in manicomio qualche anno fa.
«Uno al Centro di Roma lo chiavano "Il Professore" perché sapeva tutta, e quando dico tutta intendo dalla prima all'ultima parola, la Divina Commedia. Io non ho mai incontrato una persona che avesse così tanta memoria nel proprio hard disk. A volte, la follia coincide con qualità fuori dal comune. A Firenze, invece, una signora voleva farmi sentire la propria voce registrata mentre cantava. Ma il nastro girava a vuoto». Da questo episodio Simone ha preso spunto per raccontare le vite di questi personaggi: «per dare loro la voce che non hanno».
Tra febbraio e marzo 2007 usciranno anche un Dvd documentario (Sony) e un libro (Mondadori). «È una specie di diario del mio viaggio nei manicomi. Racconti, monologhi, storie. Pensa che a Volterra i pazienti non potevano comunicare con l'esterno, in archivio ho trovato lettere commoventi e lucidissime», continua Simone.
Nel corso del suo viaggio ha intervistato pazienti, infermieri, ma anche vari artisti: tra cui Alda Merini, Vinicio Capossela, Samuele Bersani, Ascanio Celestini.
C'è dell'altro. «Anche Ti regalerò una rosa, la canzone che porterò a Sanremo, tratta questo argomento». Teatro e musica, almeno in questo contesto, vanno di pari passo: «Finché otterrò commenti positivi e l'interesse del pubblico andrò avanti», dice.