Architetto, designer, pubblicitario, art director, sceneggiatore, speaker radiofonico, insegnante, scrittore. Se a tutto questo aggiungiamo una passione per il
marketing e gli obiettivi strategici che definiscono la comunicazione otteniamo
Marco Vimercati.
Pubblicitario
freelance negli anni '80, che lui stesso definisce «ruggenti», Marco ha imparato il mestiere sul campo, «poi sono diventato
docente di comunicazione all'IPOD -
Istituto Superiore Politecnico di Design - di Genova. Una realtà importante: di lì sono passati anche Luzzati, Sirotti, Polidori».
Grazie alla collaborazione con lo psicanalista
Roberto Vincenzi, poi, Marco ha insegnato agli allievi del corso di creatività
Eureka il significato della parola
euristica, «ovvero, trovare soluzioni nuove alle cose». E allora via agli esperimenti: lavorare la creta al buio e vedere che cosa ne esce, imparare a rappresentare sé stessi attraverso la recitazione o la poesia, «insomma attivare l'emisfero cerebrale destro senza per questo dimenticare quello sinistro: sono un grande sostenitore del
marketing creativo. Tutti i grandi comunicatori riescono a
far convivere la logica e l'arte». E quando gli spiego che il mio emisfero sinistro ha sempre avuto qualche problema con la matematica lui mi sprona a «non mettere mai blocchi alle proprie capacità».
Dall'insegnamento alla scrittura il passo è stato breve: «ero attratto dalla teoria della comunicazione e nel 2000 ho pubblicato
La sintesi prossima, edito dalla casa editrice
Le Mani». Vimercati ha scritto inoltre la sceneggiatura di una commedia teatrale e di numerosi filmati pubblicitari, «ma vado molto fiero di un romanzo, autoprodotto, che definirei delirante. Si tratta di
un'operazione sul linguaggio, che si desemantizza perdendo il proprio ruolo». Mi perdo un po' e lui mi spiega il concetto in parole più semplici: «il libro ha una trama nascosta in tante parole che sembrano non avere un reale significato. Un esercizio di questo genere aiuta chi lo compie a capire meglio sé stesso... provare per credere».
Acquerelli, acrilico, aerografo: tra le esperienze artistiche di Marco non poteva mancare
la pittura. «Non mi considero un pittore», sottolinea lui, «ma disegnare mi piace. Ho tenuto occasionalmente mostre personali a Milano, Budapest, Genova e ho partecipato ad alcune collettive».
E poi c'è
la radio, «un'avventura che ha avuto inizio nel 1979, quando è andata in onda per la prima volta
Ondestorte. Era l'epoca delle gloriose
radio libere e la trasmissione andava in onda su
Radio Liguria Uno. Basata su interventi divertenti all'interno di discorsi colti e impegnati, la trasmissione ebbe un successo davvero inaspettato: nacquero fans club, circoli, feste e iniziative demenziali di ogni sorta. Il nostro
slang veniva usato dagli studenti e copiato dai tifosi per i loro slogan allo stadio». Su Ondestorte è stato anche pubblicato un libro con cd curato dal giornalista Roberto Onofrio.
Oggi la trasmissione è ancora viva e vegeta e va in onda, ancora con successo, su
Radio Nostalgia ogni lunedì dalle 22 fino alle 24, rigorosamente in diretta. Marco Vimercati ne è ancora l'anima insieme ad un nutrito gruppo di autori e collaboratori. «Per me Ondestorte è
meglio di una terapia di gruppo», conferma infatti.
Con la sua agenzia di pubblicità,
Ace & Flanaghan, Marco lavora in Liguria ma ha clienti in tutta Italia. «Nonostante io non sia genovese, mi considero tale per adozione: amo Genova e
credo nelle sue potenzialità. Peccato che la città non sostenga quanto dovrebbe i suoi eroi. Sono molti i giovani di talento, perché andare a cercarli altrove?».