Cenoni e brindisi sono inquinanti. Ma non occorre troppo sacrificio per far festa in modo intelligente. Ecco come fare
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Ancora Natale, of course. Che adesso, che vi piaccia o no, si comincia a sentire, e può capitare che anche ai più anticonsumistici prenda la
voglia di shopping natalizio, o che magari ne siano obbligati dalle
tradizioni familiari o dagli obblighi sociali. Allora, dopo le
esortazioni generali della puntata precedente proviamo a scendere più nel dettaglio con qualche idea pratica di Natale sostenibile.
In costi ambientali Natale è infatti un salasso, anche a prescindere
dai regali: cenoni, brindisi e trasporti sono tutte fonti di
"inquinamento" (un po' di dati precisi li trovate qui, se ne dubitate) e, pur senza rinunciare al piacere di stare con gli amici e di festeggiare, si può ridurre facilmente l'impatto di tutto ciò.
Privilegiare per i brindisi un buon vino biologico, ad esempio, vi farà
arrivare alla fine delle feste anche più sani, e altrettanto si può dire
per le cene e i pranzi, ai quali il piacere di riscoprire ricette a base
di verdura (biologica) può anche aggiungere il sapore dell'inedito. O,
se volete, delle "vere" tradizioni, perché nessuno più di noi ha un ricco
patrimonio di ricette a base vegetale.
Per i trasporti, l'esortazione a evitare l'auto è scontata, ma mai ripetuta abbastanza: con molti negozi che adottano l'orario continuato e l'apertura festiva, se proprio dovete andare per shopping, comunque, fatelo nelle ore meno affollate. Se non potete rinunciare all'auto, rinunciate almeno alle code, evitando di uscire e tornare a casa a prezzo di ore di smog. Chi vuole realizzare qualcosa di personale trova idee a bizzeffe on-line, naturalmente, e anche in libreria nel settore della manualistica.
Se non avete abilità particolari, qualche ricetta di bellezza a base di ingredienti naturali sarà un bel dono per le amiche: scegliendo ingredienti, come il miele o le farine di cereali, che abbiano una certa durata senza necessità di conservanti e aggiungendo qualche goccia di un olio essenziale a scelta per l'eventuale profumazione, potrete facilmente realizzare prodotti cosmetici di sicura efficacia - li usavano le regine, dopotutto! Ma, soprattutto, non chimici: se volete sapere perché è meglio che siano naturali e non chimici, la ci dice, tra l'altro: "Alcuni cosmetici possono contenere sostanze chimiche pericolose quali, ad esempio, i flatati, che però raramente compaiono nella lista degli ingredienti. In realtà nella parola "profumo", che compare nei prodotti
da toilette, si nascondono fino a 100 sostanze chimiche persistenti o allergeniche".
Prima di fare shopping e doni e pulizie della casa, date un'occhiata alle pagine del WWF, quindi, che contengono anche indicazioni utili per ridurre il rischio dell'esposizione massiccia alla chimica.
Ma se proprio lo shopping natalizio vi sembra irrinunciabile, setacciate i mercatini dell'usato: quelli estemporanei, sulle bancarelle, ormai si pongono soprattutto come rivendite di antiquariato e modernariato, veri o presunti, e i prezzi sono alti anche se gli oggetti sono già selezionati dal rivenditore. Nei Mercatini dell'usato stanziali, invece, la selezione bisogna farla da sé, ma spesso si trova modernariato verace a prezzo più che abbordabile, e soprattutto una buona quantità di oggetti per la casa (e mobili) utili e in buono stato, senza dubbio più originali di quelli proposti pressochè identici ovunque. Ogni Mercatino è diverso, con sue proprie caratteristiche e non è il caso di scoraggiarsi se non siete fortunati nel primo che visitate, senza dimenticare che buone occasioni si trovano anche nelle manifestazioni di riuso organizzate per le feste dalle associazioni o dalle parrocchie.
Comprare un oggetto usato e diffondere la cultura del riuso è un altro modo per rendere più sostenibili le feste, rifiutandosi di aderire a un Natale sprecone.