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C'è vita oltre la Terra? Una domanda affascinante, a cui gli scienziati continuano a tentar di rispondere. A fare il punto della situazione al Festival della Scienza di Genova è stato l'astrofisico Giovanni Bignami, nel corso di un'affollata conferenza al Salone del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale. Salutato con calore da Vittorio Bo - che ha ricordato l'amicizia fra la manifestazione ligure e Bignami, alla sua quarta partecipazione - l'astrofisico lombardo ha raccontato i recenti successi dell'esplorazione spaziale.
«L'anno prossimo festeggeremo un anniversario importante», ricorda, «i 50 anni dal lancio dello Sputnik»: l'avvio della corsa allo spazio, che in soli 14 anni porterà l'uomo a far atterrare il primo Viking su Marte.
Risultati importanti, ma non ancora sufficienti. Trovare la vita su un pianeta è infatti come individuare il famoso ago nel pagliaio. «Anni fa un'équipe americana ripeté nel deserto di Atacama gli esperimenti che Viking fece nel 1975. Non trovarono la minima traccia di vita. Ci sarebbe quindi piuttosto da domandarsi: esiste vita sulla Terra?», provoca Bignami. «Per fortuna ci sono indizi contrari: grandi quantità di metano nell'atmosfera e soprattutto - la vera prova - emissioni radio artificiali. È mezzo secolo che emaniamo segnali radiotelevisivi, ci sarà qualcuno distante 50 anni luce che penserà che sulla Terra non c'è vita evoluta a causa di Mike Buongiorno ed Emilio Fede».
«La vita nasce da un insieme di fattori», continua l'astrofisico, «presenza di acqua allo stato liquido, energia, carbonio, nutrimento ed un pianeta geologicamente attivo». Venere, Marte ed Europa hanno goduto di queste particolarità, per questo il nuovo millennio si è aperto all'insegna di importanti missioni verso questi pianeti. Uno sforzo coronato da un grande successo, l'aver trovato acqua su Marte: «miliardi di anni fa, era sicuramente abitato da microrganismi primitivi. Che però oggi sarà purtroppo impossibile trovare».
Ben diverso il destino di Venere. «Un nome poetico per un posto infernale. Un tempo probabilmente era abitabile, ma certo non adesso che la temperatura in superficie è di 480°». Promette bene invece Titano, luna di Saturno, dove però la sonda Huysgens lanciata da Cassini ha smesso di funzionare.
In progetto o già in corso anche le esplorazioni dei cosiddetti "corpi minori": asteroidi e comete. Grandi speranze sono riposte in Rosetta, già in viaggio, che nel giro di 7/8 anni atterrerà su una cometa prima del suo avvicinamento al sole: «un corpo celeste non ancora alterato. Un'occasione ottimale per valutare l'affidabilità della teoria della panspermia». Una teoria a cui Bignami crede. Portando ad esempio una coincidenza del tutto particolare: in tutti gli amminoacidi terrestri la conformazione è levogira, quando potrebbe essere anche destrogira. «Ma è sconvolgente scoprire che anche quelli provenienti da meteoriti ed inesistenti sulla terra hanno questa caratteristica. Si potrebbe dire che la vita è di sinistra».
Ma a parte i nostri pianeti "di casa", al di fuori del sistema solare ci potrebbe essere vita? Bignami ne è certo. «Nella sola nostra galassia ci sono miliardi di pianeti. Il primo lo abbiamo scoperto solo nel 1995, oggi siamo a 210. Solo nei primi 500 anni luce ci sono 17mila sistemi solari "stabili" che potrebbero avere pianeti simili alla Terra». La ricerca è aperta.
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