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I film segnalati in questa rubrica sono disponibili presso la Videoteca Videoforum di piazza della Vittoria 45r. Un vero e proprio antro delle meraviglie per l'appassionato genovese: quello che non trovate altrove, dal trash al cinema d'essai, lì c'è. Per info: 010 588648.
Ci sono film che, più che narrazioni, sono posti. Luoghi accoglienti in cui passare un paio d'ore. La sensazione è generalmente favorita dall'unità di tempo e luogo, ma non è detto.
Radio America di
Robert Altman ne rappresenta un caso da manuale.
A prairie home companion è un programma radiofonico. Va in onda dal 1974 e nel mondo anglofono raccoglie
35 milioni di ascoltatori. La sua voce, caldissima e compassata, e la sua anima, passionale e malinconica, appartengono entrambe a
Garrison Keilor, ideatore e timoniere dello show da oltre trent'anni in scena ogni settimana sul palco del
Fitzgerald Theatre di St. Paul, Minnesota, e da oltre trent'anni in bilico tra fiero tradizionalismo e autoironia progressista.
Il film di Altman, scritto proprio da Keilor, immagina che i produttori del programma abbiano deciso di darci un taglio e stia andando in onda l'ultima serata: tra palco e camerini (quelli veri), artisti di professione e mestieranze dello show (che mettono in scena sé stesse), umorismo di grana grossa e carezzevoli elegie musicali.
Il cast è clamoroso, la resa di tutti d'eccellenza, la regia scorrevole come acqua di torrente e innamorata dei personaggi: tutto come consueto, nella miglior tradizione del maestro ottantunenne, ineguagliabile direttore d'orchestre attoriali.
C'è Guy Noir (
Kevin Kline, compassato e istrione come un comico del muto), elegante e stralunato detective privato, responsabile della sicurezza, nonché narratore off. Una coppia di
country-men (
John C. Reilly e
Woody Harrelson) ruvidi ma bonari, protagonisti di una fenomenale canzonetta sulle barzellette sporche. Le disincantate sorelle canterine Yolanda e Rhonda Johnson (
Meryl Streep e
Lily Tomlin), che tra un pezzo e l'altro ricordano, ma non rimpiangono, il passato. La figlia di Yolanda, ventenne confusa e romantica che debutta sul palco (
Lindsay Lohan). Il tagliatore di teste freddo e disincantato (
Tommy Lee Jones). E un angelo silenzioso, in impermeabile bianco, che si porta via tutto: l'ultima puntata del programma, la vita di un vecchio aedo dai folti baffi bianchi, la testa del tagliatore di teste e la residua fiducia di tutti in un'America rispettosa del suo breve ma dignitoso passato.
C'è la polvere delle vecchie foto ingiallite e dimenticate in una scatola, su
Radio America. C'è nostalgia per il passato, ma senza affondi depressivi. C'è il disincanto verso le possibilità del futuro, ma senza cinismo o arroganza. C'è, soprattutto, tantissimo calore. E gentilezza. E ironia. E intelligenza. Ci si resta volentieri un paio d'ore e ci si resterebbe di più. Ma tutto quanto prima o poi, si sa, finisce: specie le cose belle. Tuttavia, come la faccia di Keilor non fa che ripeterci, non è il caso di piangerci su: «in fondo io conduco ogni puntata come se fosse l'ultima».
Doveroso il DVD della Medusa, condito da contenuti speciali essenziali ma esaustivi: interviste e backstage più un breve speciale sul film. Tra le prime, sbalordite di fronte alla verve dialettica di Keilor:
on air o di fronte a un intervistatore, un mostruoso professionista della parola.