Perché? Questa è la domanda che risuona all'annuncio della cessata collaborazione tra la compagnia dei
Carrogê e il
Dopo Lavoro Ferroviario che gestisce il
Teatro Albatros, sede del gruppo genovese da 5 anni.
E ora Carrogê non hanno più una casa.
Nelle parole di
Iula Rossellini, portavoce e regista della compagnia, più che rabbia si percepisce risentimento e delusione: «È dal 30 giugno 2006 che ormai non abbiano più una casa. Ci risulta molto difficile capire il perché di questa decisione da parte del DLF», spiega alla stampa e ai molti sostenitori presenti, «dopo 5 anni di collaborazione, spesso anche economica, visti i numerosi risconti positivi anche da parte degli amministratori stessi nel corso degli anni, proprio non riusciamo a capire. Ci aspettavamo almeno di ricevere una motivazione».
A sostenere Iula e tutti gli attori della compagnia c'è anche l'Assessore alla Cultura della Provincia
Maria Cristina Castellani: «stanno togliendo ogni possibilità di comunicazione e cultura alla zona della Valpolcevera», dice con molta veemenza, «è una delusione sia per la Provincia, che negli anni ha sostenuto l'Albatros per le ristrutturazioni necessarie ad impedirne la chiusura, sia per il pubblico, che in questi anni è sempre stato molto numeroso».
La compagnia dei Carrogê si è impegnata a lungo coinvolgendo le scuole, organizzando corsi, workshop, rassegne e molte altre manifestazioni che rendessero partecipi delle iniziative sia gli abitanti della Valpolcevera che quelli delle zone limitrofe.
La mancanza di motivazioni rende ancora più frustrante questa decisione, anche di fronte allo spiegamento di rinforzi a favore del teatro e della sua programmazione provenuta da numerose ditte e società private che si sono dimostrate disponibili a pagare l'affitto alla DLF, proposta quest'ultima altrettanto respinta dalla proprietà. Unico gesto di apertura nei confronti della compagnia è stato menzionare la possibilità di usare il teatro per alcuni spettacoli saltuari stabilendo il prezzo ogni singola volta.
C'è da aggiungere che non si sa nemmeno come verrà utilizzato lo spazio del teatro, le ipotesi sono molte tra cui la realizzazione di un supermercato o di una palestra.
Ma cosa chiede la compagnia? Certamente vorrebbe poter ancora lavorare nella, ormai, vecchia sede. Considerando che le speranze sono molto poche almeno vorrebbe conoscere il reale motivo dell'allontanamento.