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Un cucciolo di robot che cresce imparando e un occhio meccanico : le meraviglie dell'IIT che decolla a Genova -Morego.
È notizia di pochi giorni fa che un gruppo di scienziati provenienti da ogni parte del mondo, tra cui fisici, matematici, ingegneri, informatici e biologi riuniti in un seminario/workshop a Ventimiglia presso Villa Hanbury sta lavorando ad un prototipo di
robot innovativo. Il "cucciolo" di robot, così è stato teneramente ribattezzato, in pratica un bambino di due anni e mezzo, sbatte gli occhi e si muove seguendo stimoli esterni (come ad esempio un dito che gli si agita davanti), ma le prospettive sono molto più ampie perché la tecnologia alla base di questo esperimento è del tutto nuova. Si parla infatti di un modello ibrido perché la sua intelligenza si basa sui chip elettronici tradizionali sui quali si innestano reti neuronali. Il nuovo piccolo robot potrà quindi imparare e quindi in un futuro rispondere autonomamente senza che un operatore gli dica cosa fare. Non solo, si prevede possa acquisire notevoli funzionalità come il movimento e l'autoriparazione.
La ricerca viene sviluppata anche tramite l'Istituto Italiano di Tecnologia (IIT), guidato da
Roberto Cingolani, e si svolge con la partecipazione di diverse strutture italiane e straniere utilizzando le tre piattaforme di ricerca su cui si basa l'IIT (robotica, nanotecnologia e neuroscienza).
Martedì 25 luglio 2006 si è tenuta la conferenza stampa a numero chiuso a Morego, alla presenza del Presidente Vittorio Grilli. Invitati il presidente della Regione Liguria, Claudio Burlando, il sindaco di Genova, Giuseppe Pericu, il presidente della Provincia, Alessandro Repetto, insieme ai vertici dell'Istituto (tra cui Cingolani stesso, Gabriele Galatieri di Genola, Giuseppe Cerbone, Remo Pertica e Gianfelice Rocca).
In questo contesto Guglielmo Lanzani ha presentato il primo brevetto IIT: una retina artificiale, in cui dei fotodiodi riproducono la sensibilità dell'occhio umano.
Se il cucciolo "umano" presentato servirà soprattutto in
call center e altri lavori ripetitivi e si potrà ... autorigenerare se ferito, in attesa di futuri sviluppi tecnologici, possiamo anche pensare a cuccioli di cane e gatto (ne ho visti alcuni a un congresso di robotica a Venezia), dotati di reti neurali: sempre puliti, profumati, che mangiano poco o niente, non sporcano, fanno le fusa e magari si affezionano lo stesso attraverso le reti neuronali sembrano perfetti per i mini-appartamenti cittadini. Soprattutto se li guardiamo attraverso "l'occhio di laboratorio"!
Titano pazzerello, se esce il sol prendi l'ombrello
Pioggia di metano
cade su Titano...
Non è una filastrocca: sono le ultime novità che ci arrivano dal satellite di Saturno. Le "precipitazioni" metaniche vanno dalla leggera pioggerella a vere e proprie tempeste, questo secondo due studi pubblicati in questi giorni su
Nature, di cui uno basato sui dati pervenuti dalla sonda Huygens atterrata su Titano 18 mesi fa.
Sulla celebre rivista i ricercatori Hueso e Sánchez-Laveg1 (Universidad del Pais Vasco, Bilbao, Spain) riportano che le tempeste più violente si verificano quando l'umidità del metano nell'atmosfera intermedia raggiunge l'80%, producendo correnti ascensionali della velocità di 72 chilometri orari che generano in poche ore grandi nuvole, ad un'altitudine di circa 30 chilometri dalla superficie del satellite.
Gocce dell'idrocarburo che raggiungono dimensioni di un centimetro di diametro possono quindi cadere, per un apporto fino a 110 chilogrammi di liquido per ogni metro quadrato di superficie del pianeta sottostante. La sonda Cassini, che si trova attualmente in orbita attorno a Saturno, è stata capace di individuare alcune
improvvise tempeste e di osservare gli effetti di raffreddamento che la pioggia del gas metano condensato ha sulla superficie di Titano.
In un altro articolo su
Nature, Tetsuya Tokano (Universität di Köln, Köln, Germany), Hasso B. Niemann (Goddard Space Flight Center, Code 915, Greenbelt, Maryland, USA) e colleghi - utilizzando i dati ottenuti dalla sonda Huygens - hanno indagato il comportamento del metano attorno alla luna di Saturno ed i suoi effetti sul tempo e sulla geologia della superficie. A questa ricerca ha contribuito anche l'Italia, con Francesca Ferri del CISAS "G. Colombo", Universita` di Padova e la Francia con Marcello Fulchignoni (LESIA, Observatoire de Paris).
Gli scienziati hanno scoperto la presenza di
sottili strati di nuvole di diversa composizione: gli strati più alti formati da metano congelato, gli strati più bassi formati da metano e azoto liquido.
Sembra che gli strati di nuvole più bassi producano una
costante pioggerella che non solo bagna la superficie di Titano, ma ne modella attivamente la geologia.
Insomma con questo caldo una pioggerella ci vorrebbe anche qui. Magari non di metano.
Adriana Albini e Stefania Pasa