Leggi le altre notizie di Cristiana Stradella su In diretta da Milano per mentelocale.it
Serena ondeggia sui suoi
tacchi a spillo da 10 cm con la stessa
naturalezza che avrebbe con
un paio di Superga tacco zero. In 30 secondi ha attraversato il corridoio da parte a parte e ora mi guarda con l'aria di sfida: "Tocca a te, mia cara".
I miei di sandali, che non arriveranno a 5 cm di tacco seppur a stiletto, "Very aggressive!" come ha cinguettato la commessa del negozio in C.so Buenos Aires, mi guardano da tutta la loro altezza e aspettano solo che il mio piede numero 40 ci si incastri dentro.
Detto, fatto.
In un attimo mi trovo fasciata nei mie bellissimi sandali a listelli di cuoio e corda e mentre gongolo soddisfatta guardando le mie gambe che si fanno slanciate e i miei piedi sottili ed eleganti, penso improvvisamente che dovrei provare almeno ad alzarmi dalla sedia e fare giusto 4 passi. Una parola! Anzi due: "Ahia che male!".
La mia usuale falcata da Pippo Baudo si arrende allo stiletto che frena decisamente la mia andatura. Cammino anzi saltello a passettini corti come un canguro nevrotico. Appena prendo confidenza con il tacco e provo ad allungare il passo, barcollo finendo inevitabilmente contro la parete del corridoio.
Giovedì pomeriggio alle quattro Michela e Guido si sposano.
Con Serena stiamo decidendo cosa indossare per il grande evento, ma oltre che riempire il mio letto ad una piazza e mezzo di qualsiasi cosa vagamente mettibile, compreso un cartone di pizza sbocconcellata e i resti di due vaschette di cibo cinese, finora abbiamo deciso poco o nulla.
In un paio di incursioni dopo-ufficio mi sono accaparrata il mitico paio di sandali e una gonna al ginocchio di una stoffa talmente impalpabile e svolazzante da sembrare una nuvola. Ma io
non sono Marylin e forse ho osato troppo nel mio shopping compulsivo pre-matrimoniale. Serena invece, che sarebbe elegantissima anche in tuta da ginnastica, ha deciso per un insignificante vestito chiaro che indossato sul suo metro e ottanta con tacco, si eleva a meraviglia.
Comincio a dubitare seriamente di riuscire a stare in equilibrio sul mio tacco di 5 cm per più di 15 minuti.
Fa caldo a Milano, troppo caldo perfino per fare le sceme a un matrimonio tra amiche.
"Perché la gente si sposa a luglio?!?", mi fa Serena che nel frattempo è planata sul letto e su tutto il suo contenuto. "Già, perché?!?" penso tra me e me.
Michela aveva cominciato con le migliori intenzioni: cerimonia semplice, tanti amici, pochi parenti e atmosfera informale. Lei e Guido convivono da sempre, praticamente dall'inizio della loro storia. Nel giro di un anno si sono infatti conosciuti, hanno cominciato a convivere e deciso di sposarsi!
Ma nella metropoli tentacolare chiamata Milano l'esperienza insegna che
il carnet di chiese, comuni e ristoranti con cui far coincidere la fatidica data è un puzzle complicato, in cui manca sempre un pezzo. La chiesa X sposa solo il secondo sabato del mese, ma il ristorante prescelto dagli sposi ha banchetti di nozze prenotati ogni sabato da qui al 2015. Il comune Y sposa tutti i fine settimana nella meravigliosa e rinomata Villa con Giardino annessa, peccato che i matrimoni siano con turni di uno ogni 30 minuti, tipo catena di montaggio e "Avanti il prossimo!".
In questi mesi di sempre più frenetici preparativi Michela mi ha tenuto puntualmente informata dei progressi dell'organizzazione e io mi sono fatta giocoforza una cultura sul matrimonio. Ho scoperto che riso, coriandoli e simili sono
out, banditi da molte chiese e comuni, che va di moda il lancio di petali di rosa sugli sposi o un tripudio di palloncini svolazzanti al momento del sì.
Ma sposarsi è diventato così complicato?
Me lo chiedo pensando invece a Giulia, sposa il prossimo settembre. In un solo sabato di luglio ha prenotato una sala del comune di Milano, fissato un aperitivo in un locale vicino, scelto l'abito e mandato
una serie di informali email di invito a qualche amico. Quando ha dato la
conferma della data al suo fidanzato via SMS, Daniele con una tranquillità incredibile le ha risposto: "Perfetto amore, lo segno sul calendario di Outlook!" e fine della fiera.
Quando, a quasi mezzanotte, spengo la luce della mia camera e alzo il livello di velocità del ventilatore, sulla sedia ci sono un paio di pantaloni eleganti ma non troppo comprati la scorsa estate in vacanza, un top di seta e un paio di scarpe basse e comode dalla forma buffa in cui mi sento bellissima.
Marylin giovedì resterà a casa con la sua gonna a nuvola e i sandali alti. Cristiana andrà a commuoversi al matrimonio di Michela e Guido.
Evviva gli sposi!
Cristiana Stradella