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GLI UOMINI FANNO PIU CARRIERA: LA TESTIMONIANZA DI UNA SCIENZIATA TRANSESSUALE
Alcuni ricercatori hanno tentato di spiegare il fatto che non molte donne occupano posizioni di rilievo nella gerarchia di organizzazioni scientifiche a causa delle loro innate... incapacità. Una serie di commenti pubblici da parte di Larry Summer, Steven Pinker e Peter Lawrence hanno sollevato questa controversa questione. Ben A. Barres (Stanford University School of Medicine, CA, USA), in un editoriale in uscita domattina sulla rivista
Nature ci spiega cosa c'è di sbagliato in questa "ipotesi", peraltro sostenuta tempo fa addirittura dal rettore di Harvard.
Se ricordate, Larry Summer (allora rettore della Harvard University), aveva commentato che il mancato raggiungimento di ruoli di rilievo e direzionali nelle scienze da parte delle donne è imputabile alle differenze innate di attitudini e inferiore abilità delle donne rispetto agli uomini e non ad una certa discriminazione sessuale. Il Professor Steven Pinker e in seguito Peter Lawrence, in un saggio
Uomini, Donne e Fantasmi nella Scienza, hanno suscitato un profondo dibattito sull'argomento.
Ben A. Barres è, (guardate questo interessante caso)
uno scienziato transessuale che da donna ha cambiato genere ed è diventato uomo: ovviamente a parte i caratteri sessuali fisici è rimasto
la stessa persona dal punto di vista intellettuale. Grazie a questa sua esperienza ha verificato di persona che il problema delle scarse promozioni delle donne nella scienza, non risiede nel fatto che siano meno competitive, non amino il rischio o siano troppo emotive, ma che esiste ancora oggi una discriminazione non meritocratica che favorisce le progressioni maschili.
Infatti Ben Barres ha fatto più carriera da uomo che quand'era donna.
Non che avessimo dubbi sui pregiudizi, ma è bene che una originalissima testimonianza scientifica lo confermi nero su bianco.
Lo dico sempre che per andare avanti mi sto facendo crescere un cromosoma Y... però sarebbe bene che le mie colleghe e allieve potessero far strada anche senza un'operazione.
CRESCE LA GRANDE FAMIGLIA DEI MOLLUSCHI
Un'interessante re-interpretazione di un'antica creatura viene riportata questa settimana su
Nature. L'
Odontogriphus omalus dal corpo soffice è considerato una stranezza dal "Medio Cambriano" nella zona Burgess Shale del Canada e offre uno spunto interessante sulla storia di questi animali. Jean-Bernard Caron e colleghi (Royal Ontario Museum, CANADA) hanno esaminato diverse specie di Odontogriphus e hanno scoperto che ad esempio hanno la radula - organo buccale dentellato e duro che serve all'animale per strappare le alghe dalla superficie delle rocce.
L'Odontogriphus viene considerato dunque da oggi
un rappresentante molto precoce dei Molluschi, gruppo di animali che include lumache, bivalvi e calamari. I ricercatori suggeriscono che molti fossili rimasti sempre un enigma potrebbero essere dei molluschi. È possible che anche molti esseri umani poco coraggiosi e un po' viscidi vadano ad ampliare questa grande famiglia?
Si apre una nuova finestra sull'evoluzione (o involuzione?) dei molluschi.
IL DNA NON SI RILASSA...
Dopo circa mezzo secolo di studi e approfondimenti, è difficile aspettarsi che
la molecola di DNA abbia ancora in serbo delle sorprese, ed invece alcuni biochimici in California hanno scoperto qualcosa che vale la pena di sottolineare su questa molecola così familiare. Se si allunga delicatamente la struttura elicoidale del DNA, questa si ripiega su se stessa ancora più strettamente.
Jeff Gore della Howard Hughes Medical Institute, University of California su
Nature di questa settimana ci spiega come accade, e come contrariamente a quanto ci si aspetterebbe (praticamente tutte le strutture ad elica si svolgono se si tirano le estremità) se si tira gentilmente la struttura del DNA questa
si ripiega sulla sua spirale condensandosi di più.
Insomma, il DNA è scontroso e non ama le buone maniere. Utile a saperlo, per srotolarlo ci vuole un po' di... aggressività.
Stefania Pasa e Adriana Albini