Genova. Un inizio col botto per il
Genova Film Festival targato 2006: sala gremita e corse per aggiudicarsi una poltrona ed assistere alla prima proiezione di questa nona edizione ricca di novità. La prima riguarda la sala cinematografica che ospita questa manifestazione tanto amata dai genovesi.
Se per alcuni anni il Festival si è svolto al cinema America di via Colombo, oggi è il Sivori - una delle sale più antiche di Genova - a fare da padrone di casa.
Antonella Sica e
Cristiano Palozzi, direttori artistici della manifestazione, hanno scelto di iniziare con un ritorno al passato e un omaggio a due grandi attori italiani:
Vittorio Gassman e Ugo Tognazzi.
Prima della proiezione del film
La terrazza, di
Ettore Scola, si sono avvicendati sul palco l'assessore alla cultura della giunta provinciale
Maria Cristina Castellani e, direttamente da Ekaterinburg, negli Urali, il regista
Gennai Shevarov.
Oggi - martedì 27 giugno - questo filmmaker russo, che ha fondato la casa di produzione
A-Film, avrebbe dovuto presentare a Genova due tra i suoi documentari:
Le persone dell'Autunno, girato nel 2004, e
Il fiume (2006), «ma ha avuto problemi con il visto, e domani mattina dovrà lasciare l'Italia», ha spiegato Antonella. E ieri sera Shevarov aveva già nostalgia del capoluogo ligure: «porterò ad Ekaterinburg un po' del sole della vostra città», ha detto al pubblico, «e racconterò dell'atto eroico di Francesco Totti, che ha permesso all'Italia di continuare l'avventura dei Mondiali».
Ma al Genova Film Festival si parla soprattutto di cinema, e l'attenzione si è spostata presto su
Claudio G. Fava, presidente del comitato dei garanti, che ha introdotto l'ospite telefonico più atteso: «avevo chiesto a Ettore Scola di dire due parole, ma lui mi ha risposto che odia questo genere di commemorazioni», così il pensiero è andato a
Furio Scarpelli, sceneggiatore de
La terrazza insieme ad
Age - al secolo Agenore Incrocci - e allo stesso Scola.
«In film come
Dramma della gelosia avevamo descritto ironicamente il proletariato e i suoi personaggi più divertenti: dalla commessa all'operaio, fino al contadino», ha esordito Scarpelli, «ma non avevamo ancora indagato sul mondo di cui noi stessi facevamo parte: il ceto intellettuale degli scrittori, dei cineasti, dei produttori cinematografici.
La terrazza, girato in un appartamento chic di Roma, sollevò un putiferio. "Non è vero che siamo così", gridarono gli intellettuali sulle pagine dei giornali. Il proletariato, invece, aveva riso della nostra ironia».
Il film di Scola, girato nel 1980, vede protagonisti i più grandi attori dell'epoca: Gassman nel ruolo di un deputato del partito comunista, Tognazzi, produttore di film di serie B; e poi
Marcello Mastroianni nel ruolo di Luigi, giornalista alle prese con una moglie in carriera,
Jean-Luis Trintignant, sceneggiatore caduto in depressione e
Stefania Sandrelli nel ruolo di una donna alle prese con una storia d'amore clandestina.
Ma come è possibile scrivere un film a sei mani? «I toni sono accesi e si sviluppa la dialettica. Prima, però, bisogna diventare amici», ha concluso Scarpelli.