Sergio Badino, giovane zeneize, lavora da anni per la Disney. Su Topolino sarà in edicola con 'Paperino al Giro d'Italia' fino a fine maggio
12 maggio 2006
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Come ogni primavera, dopo le prime tappe belghe di quest'edizione, sulle strade dello Stivale è tornato il Giro d'Italia. Saprete certamente che, tra le squadre iscritte, insieme alla Milram di Petacchi e alla Discovery Channel di Savoldelli, gareggerà anche il Team P.d.P del noto industriale Paperon De' Paperoni. Nome di punta della formazione dalla maglia color verde dollaro, Paolino Paperino. Tra i gregari, Ciccio, Paperoga e Gastone.
Come dite? Non è possibile? Durante le telecronache quotidiane, Auro Bulbarelli non ne ha mai parlato? Eppure, è tutto documentato: sfogliate Topolino, in queste settimane, e ne avrete la prova.
A partire dal numero 2632 dello storico settimanale Disney (in edicola dallo scorso 2 maggio) e per i successivi quattro numeri, per la prima volta i paperi più famosi del globo saranno infatti impegnati nella competizione ciclistica italiana più prestigiosa.
Merito del genovese Sergio Badino, nonostante la giovane età (classe 1979), navigato sceneggiatore disneyano e docente del primo corso di sceneggiatura per fumetti in Liguria.
Benché non sia un appassionato di questo sport, ha deciso di inventare per la banda dei paperi un'avventura ambientata in un contesto sportivo differente dal solito: «L'idea mi è venuta ripensando ad una vecchia storia illustrata da Cavazzano e intitolata Zio Paperone e l'avventura in Formula 1».
Ciascuna puntata è stata affidata a disegnatori diversi: nell'ordine, Silvia Ziche, Marco Meloni, Carlo Limido e Alessandro Gottardo. Tanti stili differenti al servizio di un'unica, fantasiosa penna.
Sergio lavora in casa del Topo dal 2001. Ha iniziato con storie brevi di Paperinik, per poi passare a quelle più lunghe l'anno successivo, con Paperino mago degli ombrelli.
Allievo della Scuola del Fumetto meneghina («Ho fatto il pendolo tra Milano e Genova per tutto il tempo»), inizialmente avrebbe voluto dedicarsi al disegno, ma un corso di sceneggiatura lo fulminò sulla via di Paperopoli: fu così che iniziò a collaborare con la casa madre di Topolino & C., entrando poi all'Accademia Disney.
Alcune delle sue prime storie vennero illustrate da Andrea Ferraris, anch'egli zeneize ed ora suo fidato collega nello studio professionale che, in via degli Orefici, anima insieme ad altri nomi noti del mondo dei fumetti: Freccero, D'Ippolito e Mangiatordi. Insieme a Faccini e De Lorenzi, i suoi colleghi sono tra i professionisti italiani che ammira maggiormente. Maestri a parte.
La sua formazione è onnicomprensiva, di stampo classico («Ho fatto il primo anno al D'Oria, ma m'han segato. Meno male! Così, mi sono iscritto al Colombo»): ritiene che gli sia stata indispensabile, vista la sua professione, poiché «bisogna interessarsi a tutto, essere spugne». E benché non ci tenesse a lavorare sulle famose parodie disneyane (tipo I promessi paperi, per intenderci), confessa che farebbe un'eccezione se gli concedessero di manipolare The Blues Brothers. Sergio, infatti, oltre che di fantascienza e di Indiana Jones («Possiedo un cappello, comprato in via Luccoli, che, all'interno, ha cucita una fascetta che riporta scritto: Questo è il cappello ufficiale di Indy, firmato George Lucas») è appassionato di musica: non a caso è membro e socio fondatore dei .
Non disdegna di riversare le sua passione per il cinema nelle sceneggiature, con qualche citazione più o meno colta. Anche se: «bisogna andarci piano: non tutti i livelli di lettura sono apprezzabili dai bambini, cui la testata si rivolge. Però, siccome Topolino lo leggono anche "i grandi", bisogna saper mediare. Anche se, sottovalutare i piccoli, non è mai un bene».
Dopo l'avventura su due ruote, lo ritroveremo tra qualche tempo con una storia realizzata insieme a Sergio Cabella, con chine di Faccini, in cui Paperino e Paperoga avranno a che fare con i membri del MOLESTO (Monumentale Organizzazione Logorroici E Stancacervelli Tenacemente Ostinati): «L'idea mi è venuta pensando a quei viaggi in treno durante i quali la gente attacca a parlare, parlare, parlare...».
In questi anni, Sergio è tornato seriamente una sola volta al primigenio amore per il disegno: «Ogni tanto, un mio schizzo accompagna le sceneggiature, per chiarire un concetto. Ma per una storia, ho creato appositamente un nuovo personaggio: Penny, la cuginetta onesta dei bassotti che, presto, comparirà in un nuovo numero del giornalino. E, parlando di personaggi "dimenticati", ho potuto mettere mano a quello, sottovalutato, di Chiquita, l'amica di Paperina».
Pillole di vita vissuta per gli aspiranti sceneggiatori: «Se ritenete che questa sia la vostra strada, non mollate assolutamente. Ne vale davvero la pena, sia a livello personale -c'è da divertirsi- che economico».