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Genova. Protagonisti per tutta la giornata di ieri, martedì 11 aprile 2006, Luca Bizzarri e Paolo Kessisoglu hanno presentato ai genovesi il loro nuovo film ...e se domani, insieme al regista Giovanni La Pàrola e all'attrice Sabrina Impacciatore. Mattino al liceo Doria, pomeriggio nell'Aula Magna dell'Università e alla sera proiezione in anteprima al Cinema Universale di via Ceccardi: giornata intensa.
Noi eravamo con gli universitari.
L'Aula è stracolma, noi si prende appunti appoggiati al muro. La presentazione si trasforma subito in un paio d'ore di spettacolo gratis e dal vivo. Luca e Paolo sono frizzanti come al solito; alla frase di Sabrina: «per interpretare questo ruolo ho lavorato molto sulla lingua», intendendo il siciliano, non vi dico le battute.
Il giorno dopo le elezioni del 9-10 aprile poteva mancare un accenno a politica e libertà d'espressione? I due comici hanno riproposto agli studenti alcune gag delle Le iene per spiegare come certe volte la comicità non viene interpretata nel giusto modo. E i ragazzi si sganasciano dalle risate.
Tratto dal racconto letterario Il caso Gargano Armando Cillario - ispirato ad una storia vera e inserito nell'opera Signor giudice chiuda un'occhio (frase tra l'altro usata nel film come battuta rivolta ad un giudice con un solo occhio), la pellicola racconta la storia di Mimì (Bizzarri) innamorato di Ketty (Impacciatore) - amica d'infanzia - ma che ha sposato un'altro. Quando quest'ultimo muore Mimì si prenderà cura della vedova e di sua figlia, ma qualcosa va per il verso sbagliato. Costretto ad una rapina in banca, finisce in un bel casino. Sarà il suo avvocato ed amico Matteo (Kessisoglu) ad aiutarlo.
Un amore folle, un personaggio con una grande voglia d'amare, un avvocato all'apparenza senza sentimenti ed una donna che cerca la sua indipendenza dagli uomini; il tutto girato in mille città e collocato in un tempo senza tempo: non sono gli anni x o y, dal colore - che sembra quasi quello dei fumetti - e dalla colonna sonora - in primis la canzone di Mina da cui il titolo del film - sembra molto un film anni '60. «Ho voluto usare colori slavati e la stilizzazione delle immagini per avere più libertà» spiega il regista «in questo modo non ero legato a un periodo ben preciso.»
Secondo i protaognisti, non c'è da aspettaesi il solito film dalla comicità tagliente: si ride di gusto, ma con giudizio, e gli attori dimostrano un loro lato nuovo e più maturo che non sempre in televisione è possibile far venir fuori.
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