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SONO UNA MORA E SONO FEDELE (MAI SOSTATO SOTTO UN LAMPONE)
Le storie di tradimenti 'botanici', di contaminazioni tra specie, ad esempio tra quercie, denti di leone o more di rovo, sono messe in dubbio da
Nature di questa settimana. Loren Rieseberg (Indiana University, Bloomington, IN, USA) e colleghi, dimostrano come esistono specie purissime di piante che occhieggiano nel sottobosco. Precedentemente, molti botanici ritenevano che il concetto di 'specie' pura non potesse essere applicato alle piante, e che ci fossero continue ricombinazioni e scambi, ma questa ricerca dimostra che le piante sono più capaci di mantenere linee di riproduzione indipendenti, insomma un'identità di "razza" più degli animali.
Rieseberg e team hanno precisato di aver dimostrato 'l'innocenza', ovvero la "non promiscuità" di 400 tipi di piante e animali osservando i loro rapporti reciproci. Gli autori mettono a fuoco un particolare problema tassonomico, battezzando gruppi di individui fenotipicamente differenti, ma geneticamente uguali. Concludono che la ricchezza di "cluster", o famiglie, risulta molto probabilmente da fattori quale la differenziazione estrema della tassonomia, piuttosto che dall'ibridazione, ovvero lo scambio sessuale, fra specie distinte. Anche se altri fattori, quale lo sviluppo di semi senza fertilizzazione, continueranno a causare problemi per i botanici, ora possono rilassarsi rassicurati che esistono piante distinte che corrispondono a linee riproduttivamente indipendenti.
Insomma le piante sono fedeli, e, ora sappiamo che i lamponi non scappano con le more... Mah, e se preferissero le bionde?
Chiederò a Giuliano Galletta, che per ben due volte in "Oltre il giardino" ci ha assicurato che il mondo è loro.