mentelocale Ultimo aggiornamento Giovedì 24 maggio - 16.37
quotidiano on line di cultura e tempo libero
mentelocale mentelocale SPETTACOLI mentelocale CULTURA mentelocale SOCIETA' & TENDENZE mentelocale TEMPO LIBERO mentelocale BERE E MANGIARE mentelocale   mentelocale AREA UTENTI mentelocale
mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale
mentelocale  
mentelocale
 
 Milano        Genova        Savona
 La Spezia
 Imperia
      
 
 
 
rss
 
 
mentelocale  
mentelocale  
 
Spettacoli
La Fura dels Baus - La Metamorfosi
 

La metamorfosi della Fura

 
I fureri incontrano la parola. Ed è subito Kafka. Alex Ollé all'opera con il drammaturgo Javier Daulte. Al Politeama Genovese, 18-19 marzo
 
   

     
16 marzo 2006
Stampa Invia amico
 
mentelocale di
Laura
Santini
   
Genova. È la prima volta per La Fura dels Baus.
Lo storico gruppo catalano che, lungo i 25 anni della sua spettacolare esperienza, ha costruito uno stile unico fatto di aggressiva inventiva e originale trasgressione, è alla sua prima volta con la parola. Per questa metamorfosi, forse persino trasformazione sofferta, ma probabilmente necessaria, per non finire schiacciati da un'insolente autoreferenzialità, La Fura dels Baus, nella persona del regista Alex Ollé ha scelto la parola di Kafka e la metafora più crudele sul concetto di cambiamento nell'interiorità dell'essere umano: La Metamorfosi, in scena al Politeama Genovese, solo sabato 18 e domenica 19 marzo.

Una prima volta che segna anche altri primati: la collaborazione alla regia di Ollé con il drammaturgo argentino Javier Daulte; e la prima volta da fureri per quasi tutti gli interpreti selezionati: Ruben Ametllé, Angelina Llongueras, Artur Trias, Sara Rosa Losilla, Isak Férriz. «Un'esperienza interessante da molti punti di vista» come mi confessa in immacolato italiano Angelina Llongueras (che sulla scena sarà la madre di Gregor Samsa).

Il lavoro di interpretazione gli attori l'hanno condotto contemporanemente su due piani: quello sulla drammaturgia diretto dal «minimalista» Javier Daulte e l'altro, la parte video, condotta dal furero-fondatore Alex Ollé. «In campo sono entrate due sensibilità molto diverse a cui si è aggiunta quella di noi attori», continua Angelina in una conversazione molto cordiale che ricostruisce il percorso fatto. Secondo lei la scelta drammatica che ha interrotto il cammino de La Fura portandola su un terreno a lungo rimosso come quello della parola, è sintomo di una scelta intelligente che non cambia La Fura, nell'intima voglia di sperimentare. E poi «Ollé ama molto questo testo» e forse era destino che con esso arrivasse la svolta. La scelta degli attori è stata molto lunga, ma Daulte sapeva bene cosa cercava, mi racconta Angelina, e quindi il lavoro sui personaggi è stato poi relativamente semplice, anche se non ha mai visto separati i diversi piani spettacolari: testo, video e scenografia, «eravamo tutti lì fin dall'inizio, attori, tecnici, scenografi».

Ma chi è Angelina Llongueras? Un'attrice molto fiera e appagata del mestiere che ha scelto, e che negli ultimi anni si è anche messa a scrivere. Lei Kafka l'ha letto da giovane e l'ha trovato «affascinante e angosciante, un testo piuttosto difficile da fare in teatro». In successione Angelina ha incontrato anche Il Processo, Il Castello, «poi ho detto basta, stanca di tutta questa claustrofobia». Lo spirito e la struttura del testo sono stati rispettati, proiettando lo spettacolo verso «un crescendo di degradazione che però, non potendo portare sul palco l'insetto -che diventerebbe immediatamente ridicolo- deve lavorare sulla metafora dell'isolamento umano e mostrarla».

E arriviamo al suo ruolo: «La famiglia che va in scena è molto normale e, colta da un disastro come questo, non capisce. Quindi prima c'è la negazione del problema, poi il provare a conviverci, quindi arriva l'insopportabile». Per il personaggio della madre, Angelina si è ispirata un po' alla sua e in parte ha tratto spunto da quella che potrebbe essere una tipica madre: «un donna che pensa poco a se stessa, che ha sempre tutta la famiglia in testa, molto paziente e sempre tesa ad essere giusta, ma anche figura che rimanda le decisioni per non assurmersi la responsabilità fino a quando è inevitabile. Una donna educata a pensare sempre al plurale e quindi non in grado di esprimere un'individualità». Nel testo la famiglia, padre madre e sorella restano nel backgroound, «qui invece - precisa Angelina- siamo figure in carne e ossa, a testimoniare che un individuo non può mai trasformarsi da solo, lui ha un effetto sui personaggi che gli stanno intorno e che a loro volta subiscono una modificazione». Non posso trattenermi qui dal ricordare il romanzo di Ionesco Che inenarrabile casino, andato in scena a gennaio alla Tosse per la regia di Emanuele Conte, dove un individuo tenta in tutti i modi di raggiungere l'isolamento e l'annichilimento, ma senza successo assediato da una varia umanità che lo assilla e lo costringe alla vita, così come loro, a loro volta, vi sono costretti.

Dicevamo che Angelina è anche drammaturga, un'ulteriore declinazione che le viene dalla sua esperienza nel teatro popolare in America Latina. Dopo questa tournée italiana, sarà a Madrid con uno spettacolo scritto e diretto da lei, Fulan siamo tutte. Un monologo incentrato sulla figura di una donna indiana uccisa nel 2001, Fulan appunto, dalla biografia molto rocambolesca: di casta bassa, maltrattata da piccola, poi componente di una gruppo di banditi, quindi in prigione e poi al parlamento per due volte fino alla fine. In sintesi «una figura affascinante e uno di quei crimini di stato di cui non è dato sapere». Dopo avermi descritto i suoi progetti, spontanemente e con certo slancio, Angelina rilancia verso La Fura: «L'esperienza è stata molto positiva, se mi chiedesssero di lavorare ancora con loro sarei molto interessata».



 
 
 
 
 
Politeama Genovese
Via Bacigalupo, 2 - 16122 GENOVA
Genova - GE
010 8393589
info@politeamagenovese.it
www.politeamagenovese.it
Orari d'apertura: tutti gli spettacoli cominciano alle 21 e alle 16 per le pomeridiane; Posti a sedere: 1056; martedì- sabato dalle 10 alle 18 (orario continuato) e dalle 20 alle 21 nelle sere di spettacolo.
Prenotazione telefoniche al n° 010 8393589, dal martedì al venerdì dalle 16 alle 18.
È possibile acquistare i biglietti online su www.happyticket.it


Aggiornato il 27/04/10

Scrivici per aggiornare i dati
 


 
Stampa Stampa
Invia amico Invia
mobile  Preferiti
La Fura dels Baus - La Metamorfosi
 
   
 




 

Oggi in home page
  Vasco Rossi: «Torno tra sei mesi sei»  
  883, vent'anni dopo di nuovo insieme?  
  Di Caprio dannato nel 'Grande Gatsby'  
  «Everybody dies», pure il Dr House  
  La montagna nuda di Simone Moro  
 
 
 
L'occasione della settimana
 
Pino Daniele  
Pino Daniele
Genova, Teatro Carlo Felice
lunedì 28 maggio 2012
28,50 €
 
mentelocale
 
Cavalleria Rusticana/Che fine ha fatto la piccola Irene
Genova, Teatro Carlo Felice
18 mag. - 31 mag.
da 0,42€
mentelocale
mentelocale
L'Adalgisa
Milano, Teatro Out Off
10 mag. - 03 giu.
da 19,50€
mentelocale
mentelocale
Assaggi di stagione
Roma, Teatro de' Servi
06 giu. - 07 giu.
da 5,00€
mentelocale
mentelocale
Generali a merenda
Genova, Sala Govi
26 mag. - 10 giu.
da 12,00€
mentelocale
mentelocale
vedi altro su happyticket
 
 
 
 
 
 
mentelocale

Fai di mentelocale.it la tua homepage
mentelocale
 
contatti

Redazione
Pubblicità
Amministrazione
Dove siamo
Lavora con noi
 
condizioni d'uso

Riproduzione contenuti
Contribuisci
Marchi registrati
Testata registrata
Credits
 
registrati

Iscrizione
Privacy
Condizioni generali
FAQ
 
newsletter

Eventi
Cinema
Food
Happyticket
 
segui mentelocale

RSS
Facebook
Youtube
Blip.tv
Twitter
 
network

m-cafe.it
happyticket.it
genovateatro.it
teatripermilano.it
 
  Direttore responsabile Laura Guglielmi - Testata giornalistica registrata, tribunale di Genova nr. 16/2005 del 16 07 2007.
Copyright © Mentelocale 2000-2012 P.IVA 03881480101
 
 
Creative Commons License