SE SEI UNA PESTE ... TI VACCINO COL VIRUS DEL TABACCO
La peste è ancora una malattia endemica in diverse regioni del mondo. Purtroppo il batterio che la causa l'Yersinia pestis è in grado di sviluppare una resistenza agli antibiotici rendendoli armi talvolta spuntate. Poiché la peste non è solo un'infezione grave ma può diventare un agente in uso nel bioterrorismo era un'emergenza quella di preparare un vaccino sicuro, efficace e rapidamente producibile.
Le piante sono oggetto di studio per la produzione di proteine ad uso farmacologico. In uno studio da poco pubblicato sulla prestigiosa rivista PNAS (Gli atti dell'Accademia Nazionale delle Scienze) gli scienziati hanno inserito due antigeni della peste, chiamati F1 e V nel genoma della pianta del tabacco.
Il "vettore" è il virus del mosaico del tabacco, che consente di produrre grandi quantità di proteina. L'antigene sintetizzato dalla variante Nicotiana benthamiana è stato in grado di sviluppare una risposta immune specifica in un modello sperimentale e proteggere dall'infezione con il germe della peste.
Questo vaccino dunque potrebbe in futuro salvare vite: la peste è mortale nel 50% dei casi.
Autore dell'importante ricerca è Luca Santi, cervello genovese all'estero, insieme a Hugh S. Mason e colleghi presso il Biodesign Institute, dell'Università dell'Arizona. Santi ha lavorato a lungo con l'équipe di Salamini, esperto di OGM buoni, e ha realizzato molte ricerche importanti, tenendo alta la bandiera della ricerca italiana all'estero.
Certo, se si investisse un po' di più per poter fare scienza in casa nostra!
COME VENTO SUL GRANO ... PERUVIANO
Abbiamo parlato di piante del futuro (e con Gian Paolo Tonini abbiamo appena pubblicato una fiction sul grano trangenico) dunque raccontiamo qualcosa di quelle del passato.
Gli archeology hanno scoperto mediante scavi una casa peruviana antica di 4000 anni che ha permesso di constatare che già allora si coltivava e processava il frumento.
Fin ora si sapeva pochissimo dell'agricoltura della zona andina, nonostante le profonde conoscenze delle abitudini di alcuni dei loro popoli tra cui gli Incas. Linda Perry e colleghi () hanno trovato resti microscopici di tre coltivazioni: il grano, le patate e un'altra granaglia. La scoperta retrodata di mille anni la più antica traccia di frumento cresciuto in questa regione, tra l'altro ad un altitutdine insolita. È possible che alcune piante venissero coltivate qui ed altre scambiate col commercio.
L'oro degli Incas forse era un riflesso del biondo grano.