Q è un giovane veterano della scena genovese. Non ancora trentenne ha già fatto un miliardo di cose, tra cui (leggo nella sua bio): fondare i Topi Muschiati, collaborare con alcuni dei protagonisti musicali della città (Numero6, Tarick1, tra gli altri), diventare dj sotto il nome di Tesla B, remixare brani di gruppi come Meganoidi, Boosta, Sikitikis, Port Royal, Ex-otago.
Oggi, Filippo "Filo" Quaglia aka Q, è pronto per un nuovo progetto: un duo elettro-acustico che strizza l'occhio alla canzone d'autore. Sabato 25 febbraio 2006, dalle 22.30 presso il Milk, presenterà in anteprima parte di un lavoro che dovrebbe uscire il prossimo autunno. Alzo la cornetta e lo chiamo.
«È iniziato tutto in cameretta -dice- suonando la chitarra su una base di elettronica abbastanza scassata». Chi è l'altra metà del duo? «Suba, ex bassista dei Topi Muschiati, che lavora sulle tracce al computer in tempo reale». Il risultato è un live set con l'aggiunta dell'elemento acustico e la voce di Q. Chi sono i riferimenti in questo ambito? «Il nome che viene utilizzato in genere è , rappresentato da gruppi come Bright Eyes, Electric President e dalla casa discografica ».
In questi giorni Q sta iniziando a registrare gli elementi musicali che comporranno il disco; il titolo sarà probabilmente Le proprietà elastiche del vetro e conterrà una decina di tracce: «Oltre alla chitarra, stiamo incidendo con alcuni collaboratori che suonano altri strumenti, come violoncelli e vibrafoni». Non è escluso che in futuro la formazione live si allarghi.
Parliamo del lato cantautoriale. Qui Q ha le idee chiare: «Quello che ascolto di più, e che mi sembra più vicino a me per il suo ermetismo, è Francesco De Gregori».
Filippo suona da tanti anni, da molto prima che i computer diventassero così importanti per la musica. Cosa è cambiato da allora? «Le possibilità di fare musica sono aumentate notevolmente -dice- il che ha comportato un abbassamento dei prezzi; prima registrare in studio aveva costi proibitivi. C'è il rischio che si abbassi la qualità di alcuni prodotti, ma la scelta è molto più varia: oggi si possono sentire cose che qualche anno fa non sarebbero nate».
Sfatiamo un luogo comune. Usando il computer c'è il rischio di perdere abilità musicali e nel live? «Direi di no - risponde - suonare questi nuovi strumenti tecnologici è tanto complicato quanto quelli tradizionali, a volte anche di più».
Tu che la conosci bene dal punto di vista musicale, mi dai un parere su Genova? «Negli ultimi anni sono aumentate le realtà interessanti, penso a En Roco, Tarick1, Numero6, Paper Bags, Ex Otago, che è uno dei miei gruppi preferiti. Al contrario, mi sembra ci sia meno interesse per i live, meno spazi disponibili».
Segno in agendina per il prossimo autunno: chiamare Q, uscita nuovo disco.