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Un genovese alle Olimpiadi

 
Lo scenografo Roberto Rebaudengo e l'inaugurazione di Torino '06. Cos'hanno in comune? Il primo ha organizzato le scenografie per il secondo
 
   

     
17 febbraio 2006
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di
Annamaria
Giuliani
   
Possono uno stadio o una piazza diventare la base per una scenografia eccezionale che emozioni gli spettatori e riesca a raccontare una seppur breve storia?

La serata inaugurale delle Olimpiadi di Torino ha dimostrato che è possibile: parte della storia dell'Italia portata in scena ha coinvolto tutti. Non solo perché ad uscire dalla conchiglia del Botticelli è stata una venere d'eccezione - Eva Herzigova - e neanche per la voce della bambina, di rosso vestita, che ha lasciato il pubblico a bocca aperta, ma perché è stato un'esibizione corale dove arte, musica, danza e quant'altro si sono uniti in un solo, grande spettacolo.

Però la vera domanda che mi viene da fare è: chi ha progettato e realizzato tutto questo? Quale mente estroversa ha potuto pensare a tale articolazione scenografica? Bene, la risposta è Roberto Rebaudengo, scenografo genovese e collaboratore di Emanuele Luzzati. Il nostro concittadino, insieme al Gruppo Studio Festi, si è impegnato per quattro anni nell'ideazione della giusta scenografia per le "Torino 2006".

Il gruppo Festi si occupa da molto tempo dell'allestimento di spettacoli, nei teatri ma anche in grandi spazi. Il primo incontro tra Roberto ed il gruppo risale a due anni fa in occasione del Festival di Spoleto. Proprio in quell'occasione si è creato un grande affiatamento.

Per le Olimpiadi è stata richiesta la riproduzione di un tema storico che rappresentasse l'Italia. Il primo ostacolo era trovare il giusto argomento. La scelta è ricaduta sul periodo barocco, ma ancora più complicato è stato rappresentarlo, per renderlo comprensibile al mondo intero.
«Le Olimpiadi sono uno spettacolo mondiale: comunicare qualcosa di nostro ha richiesto un grosso impegno», mi spiega Roberto, per il quale l'idea vincente è stata scegliere una linea pulita e semplice, ma efficace.

«Per rappresentare l'Italia abbiamo pensato all'uomo di Leonardo da Vinci o alla Venere del Botticelli». Queste sono le opere artistiche più conosciute nel mondo e che permettono un immediato rimando alla cultura italiana.

La realizzazione è stata più difficile del previsto, perché Roberto doveva concentrarsi sia sul generale che nel particolare: la scenografia doveva coinvolgere il pubblico presente all'inaugurazione ma anche quello televisivo.
Il progetto ha preso concretamente forma un anno fa, ma le ultime modifiche - quelle sostanziali - risalgono alla settimana prima della messa in scena.

I giochi invernali sono iniziati da poco e lo spettacolo ha riscosso un grande successo. Roberto, però, è già in partenza. A New York lo attendono per la realizzazione delle scenografie di Hansel&Gretel, per il festival di St.Louise come assistente di Luzzati.

Una curiosità: l'unione tra la Liguria e Torino durante i giochi invernali è segnata anche dall'opera custodita nella Chiesa Parrocchiale di San Michele di Pigna (in provincia d'Imperia) dal titolo San Michele Arcangelo, del pittore Giovanni Canavesio, che attualmente è esposta all'interno della mostra Corti e città. Arte del Quattrocento nelle Alpi occidentali, a Torino: 350 opere provenienti da tutto il mondo legate fra di loro per rappresentare il ducato dei Savoia.

A questo punto possiamo dire che, comunque vadano le gare, l'Italia e il cuore di Genova hanno già meritato e vinto una medaglia d'oro.
 
 
 
 
 
 
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