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LA NEUROBIOLOGIA RIVELA SCARSA SOLIDARIETÀ VERSO GLI ... STRONZI
Fa parte delle interazioni sociali che gli esseri umani provino una risposta empatica alla gioia o ai dolori degli altri. Secondo una ricerca pubblicata su
Nature di questa settimana,
Tania Singer e colleghi dell'University College di Londra, hanno studiato
la risposta emotiva di uomini e donne al dolore di soggetti volontari. I "pazienti" osservati si comportavano in due modi diversi, bene o male, simpatici o antipatici, dopodiché venivano sottoposti alla somministrazione di uno stimolo doloroso.
Misurando gli impulsi di risposta neurale degli individui che li osservavano, gli scienziati hanno visto che questi si dispiacevano solo se a soffrire erano le persone gentili, mentre
il dolore degli "stronzi" veniva visto con meno empatia, anzi addirittura in qualche caso con soddisfazione. Dunque il piacere della vendetta e della punizione, come dolore altrui (la
Schadenfreude tedesca) ha una base scientifica e biologica rivelabile. Insomma, un motivo in più per essere amabili! Se no quando state male gli altri proveranno piacere (che tristezza...).
ELETTRONI PRIGIONIERI DELLE NANOSTRUTTURE
Due squadre di fisici italiani di Modena e Pisa sono riusciti a isolare i
rarissimi elettroni all'interno di una nanostruttura (un oggetto piccolissimo) fatto di un materiale semiconduttore e a cambiarne le proprietà, illuminandoli con un fascio di luce laser. La tecnica di manipolare elettroni attraverso un raggio di luce potrebbe aprire la strada a
nuove applicazioni della meccanica quantistica nella tecnologia dell'informazione. Lo studio è così interessante che la prestigiosa rivista
Physical Review Letters ha dedicato la copertina alle immagini delle "nano-trappole" in cui sono confinati gli elettroni. La scoperta è stata fatta dai ricercatori dei laboratori CNR-INFM, NEST della
Scuola Normale Superiore di Pisa e
Centro S3 di Modena, e dell'Università di Modena e Reggio Emilia in collaborazione con gli USA. Tra gli autori
Vittorio Pellegrini,
Massimo Rontani,
Guido Goldoni,
Elisa Molinari. Le "nano-trappole" per elettroni sono state ottenute da un cristallo purissimo di
Arseniuro di Gallio, un materiale semiconduttore correntemente utilizzato nell'industria opto-elettronica. Insomma, messi in trappola da un vero Arseni(ur)o ... Lupin!