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Sopravvissuta a un anno di demenza senil-televisiva, nonché titolare di un'acclamata rubrica monnezzara, la sottoscritta prosegue nel suo affaccendato pellegrinaggio nei tubi catodici italiani.
Questa settimana, a essere sinceri, non c'è gran che da dire: tutto è fermo o sta per ricominciare: Cassano passa al Real Madrid, Greggio flirta con la velina bionda e, tra pochi giorni, nonostante il mio accorato appello a Babbo Natale, debutterà in prima serata la temutissima seconda serie di Ris - Delitti Imperfetti.
Rumors dell'ultim'ora danno inoltre per certa un'edizione di Grande Fratello completamente rinnovata, a metà strada tra L'Isola dei Famosi 3 (con l'iniziale separazione del gruppo degli uomini da quello delle donne) e, incredibile ma vero, i peep show. Si vocifera infatti che «ci potrebbero essere due gruppi di concorrenti separati, che potrebbero vedersi attraverso un vetro. Prove, premi e punizioni causerebbero il passaggio da un gruppo all'altro« (la fonte è l'attendibilissimo di Anna Lupini).
A me non interessa, finché non vedo non credo.
Anzi, finché non vedrò coi miei occhi che la Marcuzzi entra in studio sulle sue gambe e senza il cappello da maresciallo, aspetterò imperterrita l'ingresso trionfale di Barbara D'Urso, che abbandona la celeberrima posa iniziale delle gambe a squadra per falcare di gran carriera la passerella degli studi Mediaset.
Tuttavia, nell'attesa snervante della nuova ondata catodica che ci sommergerà nei prossimi mesi, non resta che affidarsi alle uniche certezze che restano.
Una di queste è senza dubbio la serie di Sex and The City, telefilm americano al quale mi sono appassionata in età avanzata e solo quando stava per concludersi in seconda serata su La 7.
Posto che non arriverò mai al traguardo della seconda serata (nel senso che mi accascio sul divano molto prima delle canoniche 23.30, ragion per cui questa rubrica salverà dal giudizio tutti i programmi che esulano dalla fascia del prime-time...), l'unica soluzione per rimediare a questa imperdonabile lacuna, è stata quella di acquistare il confanetto Dvd con tutte le 6 stagioni televisive del suddetto programma.
Tralascio la descrizione del cofanetto in questione (...trattasi di stilosissimo packaging nero e rosa, volutamente realizzato come se si trattasse di una scatola di scarpe, accessorio del quale le quattro protagoniste sono consumatrici bulimiche), per dirvi le mie impressioni di spettatrice tardiva.
Sex and the city è la vera rivoluzione femminile del nuovo Millennio. Quattro trentenni, belle, in carriera, vestite da schianto in una New York godereccia e vertiginosa, che psicanalizzano senza tabù i rapporti tra uomini e donne e affrontano da uomini le proprie relazioni sentimentali. Inutile dire che si tratta di un genere squisitamente femminile, che lascia spesso basiti i pochi seguaci dell'audience maschile.
Carrie, Miranda, Charlotte e Samantha sono le 4 facce di una stessa medaglia e rappresentano alla perfezione ciò che ognuna di noi vorrebbe essere: tra vestiti da urlo, scarpe tremendamente trendy, locali fashion e ruoli di primo piano nel maschilissimo mondo del lavoro, le 4 eroine vivono la propria emancipazione con disinvoltura e piglio da sessantottine.
E non c'è da meravigliarsi che il telefilm abbia vasto seguito presso di noi: mi dite come facciamo a non diventare addicted di un prodotto simile quando qui in Italia il massimo della trasgressione a cui possiamo aspirare a quell'ora della sera è Paolo Crepet sbarbato nel salotto di Bruno Vespa?
Come si può non adorare la sceneggiatura di questo gioiellino del piccolo schermo quando da noi impera lo stile discorsivo che ha per slogan l'italiano, questo idioma sconosciuto?
È per questo, mie cari voi, che nonostante in questi giorni Terence Hill faccia il pieno d'ascolto con la nuova fiction Rai dal titolo L'uomo che sognava con le aquile (oddio, ma sono l'unica a cui viene in mente Robert Redford in L'uomo che sussurrava ai cavalli???), io tengo sempre acceso il prezioso lettore DVD.
Dopo 8 ore di lavoro, vi pare proprio il caso di farmi trovare come unico programma godibile della serata un racconto ambientato in Aspromonte con un protagonista formaggiaio e un bambino suo amico, mentre tra le mani ho il concentrato supremo di saggezza femminile???
NB: La perla di saggezza della settimana è comunque un'altra:
Il TG5 è già in rivolta, non c'è Rossella che tenga.