Una certa insoddisfazione sta dilagando nella zona più elegante e ricca d'arte di Genova.
Palazzo della Meridiana, gemma cinquecentesca di ispirazione classicheggiante situata al termine di via Garibaldi, persino più antica dei
musei di Strada Nuova, rischia di diventare zeppo di uffici, locali commerciali, appartamenti di lusso.
Ce lo ha rivelato
Ferdinando Bonora vicepresidente della circoscrizione di Genova-Est. «Non sarebbe un gran problema - spiega Bonora - non fosse che alla suddetta riqualificazione seguirà la realizzazione di un piccolo parcheggio sotterraneo, nel medesimo sito. Trenta posti auto che dovrebbero essere accessibili agli aventi diritto da via Cairoli, senza limiti di orario:
una significativa inversione di marcia nell'ambito del processo di pedonalizzazione della città vecchia che da poco (nel 2004) ha coinvolto la stessa via Cairoli».
E non è finita: una realtà didattica all'avanguardia come la scuola materna
La Maddalena, orientata all'interculturalità e promotrice di un programma di suddivisione dei bimbi in classi d'età, dovrà abbandonare la sua sede, con lo splendido giardino annesso. Situata in una posizione di grande funzionalità, nel pieno del centro cittadino, ma collegata anche a Castelletto attraverso una catena di salite, è destinata ora ad almeno cinque anni di grande precarietà, il tempo che ci vorrà probabilmente per preparare la nuova sede prevista, in via Lomellini.
Nella prima metà degli anni novanta i locali di Palazzo della Meridiana, affittati dal Comune, vengono destinati alle attività delle circoscrizioni Prè, Molo e Maddalena, poi accorpate nella
Circoscrizione Centro Est. Bracci della macchina comunale cui, nel processo di decentramento amministrativo cittadino, sono state delegate via via sempre maggiori attività. Le circoscrizioni si occupano ad esempio di manutenzione stradale e delle zone verdi, gestione di strutture per la prima infanzia (asili e asili nido), permessi di parcheggio nelle zone a sosta limitata e simili. Nate come consigli di quartiere alimentati dal volontariato e a semplice finalità consultiva, sono state nel tempo accorpate al meccanismo istituzionale, fino alla situazione attuale in cui vengono rinnovate ogni cinque anni tramite elezioni, parallelamente al consiglio comunale.
«La struttura è divisa in due parti: il
Consiglio di Circoscrizione, che è l'organismo politico, e la
Divisone Territoriale, senza scadenza di mandato, che è l'organo esecutivo - continua Bonora - e tra uffici e sale riunioni, compresa quella molto grande necessaria per le assemblee del Consiglio, necessita di spazi piuttosto ampi».
Pochi anni fa Palazzo della Meridiana, da decenni di proprietà di una ramo della famiglia Grimaldi, viene messo in vendita. «Dell'affare si occupò un'agenzia immobiliare di Milano. Il prezzo iniziale era intorno agli
11 miliardi di vecchie lire - racconta Bonora - Noi come circoscrizione cercammo di fare pressione affinché l'edificio fosse acquistato dal Comune, anche perché il piano regolatore prevedeva all'epoca che esso fosse destinato a servizi di pubblico interesse». La cosa non andò tuttavia in porto. In un periodo in cui si cercava di far cassa vendendo proprietà pubbliche, acquistare e ristrutturare un edificio così ricco e importante risultava un'operazione impensabile. L'occasione si perse. «Fu veramente un peccato. Palazzo della Meridiana avrebbe potuto essere il gioiello del polo museale di Strada Nuova - continua Bonora - All'inizio del 2005 l'edificio viene invece acquistato da una società guidata da Davide Viziano, imprenditore nel ramo delle costruzioni». Da qui l'inizio delle polemiche.
Oggi il Consiglio di Circoscrizione si è trasferito a
Palazzo Galliera, sul retro di
Palazzo Tursi, tramite il quale vi si accede. Dalle sue stanze si gode una splendida vista sui resti del
complesso gotico di San Francesco di Castelletto, demolito nell'Ottocento. La Divisione Territoriale si trova invece nel
Complesso di Santa Fede, vicino a Porta dei Vacca, inaugurato
lunedì 5 dicembre e anch'esso completamente ristrutturato attraverso un accuratissimo lavoro, che ha tra l'altro portato alla luce reperti di notevole interesse artistico. Insomma, due sedi degnissime che non leniscono tuttavia il rimpianto di Bonora per
un'occasione perduta di valorizzazione del patrimonio cittadino.