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Cultura

GaiaScienzaNews di Adriana Albini

 
Il nuovo libro di Piero Angela fornisce lo spunto per una riflessione sulla natura chimica dell'amore. E poi i legami tra mito e scienza
 
   

     
16 novembre 2005
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di
Adriana
Albini
   
Piero Angela
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'LA SCIENZA DELL'AMORE', CONSIDERAZIONI IN ATTESA DEL LIBRO DI PIERO ANGELA

Piero Angela ha scritto il libro che mi sarebbe sempre piaciuto elaborare. Sì, perché unisce gli aspetti scientifici a quelli più inafferrabili dell'amore. È in uscita in questi giorni da Mondadori, ma già se ne parla.
Come riporta il sito di Alice, «L'amore sboccia, cresce e sfiorisce proprio come una pianta, o come molti altri organismi. Per quanto ci si sogni e ci si fantastichi attorno, l'innamoramento, l'amore, la crisi, sono fenomeni biologici, spiegabili e spiegati dalla scienza moderna». Ora lo si studia mediante la neurofisiologia, la biochimica, la genetica.
Il libro di cui vi parlo si chiama La scienza dell'amore e, anche se non l'ho ancora letto, so già che sarà appassionante.
Vi darò qualche possibile anticipazione... biologica, che potrebbe (dico potrebbe) essere affrontata nel corso del libro. L'amore è una molecola, anzi tante molecole. Eh sì: c'è l'ormone delle coccole, l'ossitocina, che come effetto collaterale ha quello di renderci più fiduciosi anche negli investimenti finanziari; c'è la vasopressina, l'ormone della gelosia, che rende protettivi ma anche territoriali. C'è, ovviamente, il testosterone, l'ormone maschile che tuttavia si innalza anche nella donna innamorata. C'è la feniletilamina (o PEA), la molecola del colpo di fulmine, quella che dopo uno sguardo "assassino" potrebbe lasciarci folgorati. La PEA si trova anche nel profumo dei fiori o nel cioccolato, chissà, forse è per questo che costituiscono i tipici doni del corteggiamento; poi arriva la dopamina che ci droga un po' e ci mantiene innamorati. La serotonina allevia le pene dell'infatuazione dando serenità.
La tecnologia consente studi (pericolosissimi) dove, con la fMRI (risonanza magnetica funzionale), si possono studiare le reazioni cerebrali di fronte alla foto dell'amato e altre persone. Si può verificare se si è davvero innamorati... la macchina della verità per i sentimenti. Un guaio?
L'amore tecnicamente è una malattia, i poeti c'erano già arrivati, ora lo sanno anche gli scienziati: dunque, in teoria, come ogni patologia si può curare. Ma è davvero un male così grave? O semmai potremmo sfruttare gli aspetti positivi del mal d'amore? Riduce l'appetito (non in tutti) e dimagrire fa bene alla longevità. Però c'è da chiedersi: vivere a lungo ma senza batticuore conviene?

MITO E SCIENZA

Vengo da un convegno interessantissimo, pensato per gli studenti di Liceo d'Imperia, ma che ha rappresentato, credo anche per i docenti, un momento di approfondimento e verifica. Il titolo, molto suggestivo, era Il racconto delle origini sottotitolo: Itinerari nel pensiero mitico.
Mi era stata lanciata da Franco Manti e Luisella Battaglia la sfida di parlare di Mito, Scienza e Conoscenza. Di fronte al moderatore, il mitico Evandro Agazzi, ero piuttosto intimidita, ma ho accettato, per la curiosità tipica dello scienziato.
Il mito contiene forti elementi di scienza, è un racconto simbolico che riflette la realtà, e a loro volta gli scienziati guardano al mito, come ispirazione, e persino battezzano pianeti e scoperte con nomi presi dalla mitologia. Basti pensare che i satelliti di Marte si chiamano come i figli del dio (Ares), ovvero Deimos e Fobos, terrore e paura.
Su mito, scienza, conoscenza, oltre ad Agazzi (dell'Università di Genova), sono intervenuti Matteo Negro (Università di Catania) e Mirella Pasini (Università di Genova).
Affascinante, in apertura della mattinata di sabato, la presentazione de Il Mito di Cura - La medicina fra arte e scienza, introdotto da Michele Schiavone (Università di Genova - Istituto Italiano di Bioetica - CNB), raccontato da Luisella Battaglia (Università di Genova - Istituto Italiano di Bioetica - CNB) e commentato da Paolo Aldo Rossi (Università di Genova - Istituto Italiano di Bioetica).
Cura, attraversando un fiume, raccoglie un po' di terra e plasma l'uomo. Chiede a Zeus di infondergli la vita, ma interviene la Terra che ne reclama l'appartenenza. Dunque, tra accordi e compromesso, l'uomo apparterrà in parte all'Olimpo e in parte al mondo terrestre. La cura, come occuparsi e preoccuparsi degli altri, farà parte del percorso di vita dell'uomo.
 
 
 
 
 
 
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