Ancora un grande successo di pubblico per il
Festival della Scienza: davanti ad una
Sala del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale gremita di folla, due dei maggiori linguisti del panorama mondiale,
Merrit Ruhlen e
George Starostin, hanno illustrato le più recenti scoperte in materia di
linguistica comparativa. Scoperte che farebbero supporre con sempre maggiore convinzione
l'esistenza di una proto-lingua ancestrale dalla quale tutte gli attuali idiomi sarebbero derivati.
A introdurre l'incontro, intitolato
La Torre di Babele - L'origine delle lingue del mondo, è stato l'epistemologo
Telmo Pievani, che ha ricordato come oggi i più importanti studi di linguistica vengano compiuti nell'ambito di un progetto fondato da
Sergej Starostin, padre di George, scomparso poche settimane prima dell'inizio del Festival quando la sua presenza risultava già confermata. Lo stesso George è oggi il coordinatore di quel progetto, chiamato esso stesso
The tower of Babel, e del sito che ne è concreta emanazione:
starling.rinet.ru.
«Il sito», ha spiegato George, «raccoglie numerose banche dati linguistiche, collegate le une alle altre, permettendo così di eseguire confronti accurati e significativi in modo semplice e veloce».
Un progetto il cui fine è quello di ricostruire in modo sempre più preciso
un vero e proprio albero genealogico dei linguaggi. Fu proprio
Charles Darwin, infatti, il primo a teorizzare la possibilità di una classificazione ragionata delle razze umane a partire dalla ricostruzione di un ipotetico albero linguistico.
I progressi compiuti in tale prospettiva spingono a teorizzare l'esistenza della citata
proto-lingua comune, per la prima volta portata alla luce del dibattito scientifico proprio da un italiano,
Alfredo Trombetti, all'inizio del secolo scorso. «Anche se oggi come ieri», ha sottolineato Ruhlen, «molti restano scettici riguardo a questa teoria».
Alcuni indizi delle evidenze riscontrate a sostegno della loro tesi sono stati quindi mostrati da Ruhlen e Starostin. In particolare è stato sottolineato come molte parole di uguale significato, apparentemente dissimili in lingue differenti, mostrino una evidente radice comune man mano che si risale l'albero, passando da quelle lingue alle famiglie proto-linguistiche che le hanno generate.
«Un esempio molto chiaro è quello delle parole utilizzate per i numeri "uno" e "due" nei dodici principali ceppi linguistici del mondo: in tutte le radici TIK e PAL sono facilmente riconoscibili», ha spiegato Ruhlen.
Insomma l'idea di una lingua madre di tutti gli odierni idiomi è sempre più concreta:
una monogenesi linguistica che farebbe pensare conseguentemente ad una monogenesi delle razze.
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