mentelocale Ultimo aggiornamento Giovedì 09 febbraio - 22.28
quotidiano on line di cultura e tempo libero
mentelocale mentelocale SPETTACOLI mentelocale CULTURA mentelocale SOCIETA' & TENDENZE mentelocale TEMPO LIBERO mentelocale BERE E MANGIARE mentelocale   mentelocale AREA UTENTI mentelocale
mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale
mentelocale  
mentelocale
 
 Milano        Genova        Savona
 La Spezia
 Imperia
      
 
 
 
rss
 
 
mentelocale  
mentelocale  
 
Cultura

No divulgazione? No finanziamenti

 
Senza comunicazione trovare fondi è più difficile. Questo l'esito del dibattito tra esperti intorno al dialogo tra scienziati e cittadini
 
   

     
07 novembre 2005
Stampa Invia amico
 
di
Giulio
Nepi
   
mucchio di soldi
È in corso una rivoluzione: «una rivoluzione che sta avendo un significativo impatto sul modo di lavorare degli scienziati». Così Massimiliano Bucchi sintetizza il lungo processo di apertura che sta vivendo il mondo scientifico. L'argomento è stato al centro di un dibattito, No dialogo col pubblico? No finanziamenti! Ricerca e comunicazione con i cittadini, lunedì 7 novembre a Palazzo Ducale, al quale hanno partecipato anche Manuela Arata, David Boak della Royal Society, il sociologo Franco Neresini, Bronwyn Terrill del Wellcome Trust Sanger Institute di Cambridge ed Etienne Marcel della Direzione "Scienza e Società" della Comunità Europea.

Sensibilizzare l'opinione pubblica sui temi della scienza è infatti diventato uno dei compiti indispensabili di chi fa ricerca. La condivisione sociale è ormai fondamentale per contrastare il pesante taglio ai fondi e il calo degli iscritti alle discipline scientifiche. Manuela Arata arriva subito al cuore della questione: «non si può pensare che parlamenti e governi siano sensibili se la società non è sensibile. Il dialogo con la società è necessario».
Il Festival della Scienza è senz'altro una soluzione per avvicinarsi a questi argomenti. Una soluzione di successo: «abbiamo visto conferenze durare un'ora e mezza più del previsto per la quantità di domande! È anche importante che le famiglie partecipino. Per evitare scene come la mamma in ginocchio davanti al figlio "ti prego fai Ingegneria che almeno capisco cos'è"».

La relazione con la scuola è importante, continua l'Arata, «gli scienziati devono avere rapporti diretti col sistema educativo. Potremmo pensare ad una campagna ‘Adotta uno scienziato'! Prendiamo Einstein come modello: la sua linguaccia è provocatoria, simpatica e geniale». La formazione deve essere però duplice, e gli scienziati devono imparare a comunicare la scienza: «dobbiamo insegnare ad un ricercatore a non terrorizzarsi se gli telefona un giornalista», insiste l'Arata.
Fra i pionieri della comunicazione scientifica vi è la Royal Society inglese, che spende ogni anno più di un milione di euro sotto questa voce. «In Gran Bretagna», avverte però Boak, «il clima è diverso rispetto all'Italia. Il governo sta infatti aumentando gli investimenti. Abbiamo però bisogno di un numero di ricercatori sempre maggiore per occasioni come queste: bisogna imparare ad interessare il pubblico e ad utilizzare i media in modo giusto». Senza escludere la televisione, aggiunge Boak, purché la qualità della comunicazione sia alta.

Bronwyn Terrill riporta simili esperienze dal resto del mondo anglosassone: «in Australia nei laboratori del CSIRO viene nominato un responsabile della comunicazione per ogni dipartimento». Al Dolan DNA Learning Center di New York si è invece puntato molto sul web, con diverse risorse e database navigabili on-line.
E la Comunità Europea che fa? «I soldi che diamo sono una goccia nel mare», ammette Magnien, che getta nella discussione l'elemento politico. In ultima analisi «sono i politici ad avere l'ultima parola. Ed è anche giusto così». Gli scienziati devono però orientare queste scelte: il dialogo si dimostra vitale per sbloccare i finanziamenti.
Un'affermazione che trova d'accordo anche Franco Neresini: «partiamo dal presupposto che scienza è comunicazione. Dobbiamo semmai chiederci a chi ci si rivolge e con quali obiettivi, perché un conto è il grande pubblico, un altro i decision-maker che aprono o chiudono i cordoni della borsa».
Manuela Arata constata amaramente come «in Italia nessuna istituzione che fa ricerca ha capito che diffondere i risultati equivale a farsi pubblicità». E termina con una proposta: perché non rendicontare la comunicazione, esattamente come si fa con il bilancio finanziario?


Leggi tutti gli articoli di mentelocale.it sul Festival della Scienza 2005
 
 
 
 
 
 
Stampa Stampa
Invia amico Invia
mobile  Preferiti
   
 




 

Oggi in home page
  Addio Dr. House, la serie al capolinea  
  Old ideas: il ritorno di Leonard Cohen  
  Crozza e lo sberleffo del web  
  Il premio per il miglior testo teatrale  
  Tanti auguri Vasco Rossi  
 
 
 
L'occasione della settimana
   
mentelocale
 
Rumori fuori scena
Genova, Sala Govi
31 gen. - 04 mar.
da 12,00€
mentelocale
mentelocale
Romeo e Giulietta
Genova, Teatro Duse
31 gen. - 12 feb.
da 17,00€
mentelocale
mentelocale
Enrico Brignano
Genova, 105 Stadium (ex Vaillant Palace)
22 mar. - 22 mar.
da 46,00€
mentelocale
mentelocale
Massimo Lopez - Varie età
Milano, Teatro Nuovo
07 feb. - 19 feb.
da 30,00€
mentelocale
mentelocale
vedi altro su happyticket
 
 
 
 
 
 
mentelocale

Fai di mentelocale.it la tua homepage
mentelocale
 
contatti

Redazione
Pubblicità
Amministrazione
Dove siamo
Lavora con noi
 
condizioni d'uso

Riproduzione contenuti
Contribuisci
Marchi registrati
Testata registrata
Credits
 
registrati

Iscrizione
Privacy
Condizioni generali
FAQ
 
newsletter

Eventi
Cinema
Food
Happyticket
 
segui mentelocale

RSS
Facebook
Youtube
Blip.tv
Twitter
 
network

m-cafe.it
happyticket.it
genovateatro.it
teatripermilano.it
 
  Direttore responsabile Laura Guglielmi - Testata giornalistica registrata, tribunale di Genova nr. 16/2005 del 16 07 2007.
Copyright © Mentelocale 2000-2012 P.IVA 03881480101
 
 
Creative Commons License