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Lisa la incontro al BAR.
Succursale alcolica del teatro della Tosse. Ci sono tutti: prima e dopo le prove, prima e dopo gli spettacoli. Per bere e mangiare qualcosa. Attività a cui anche gli attori, uomini e donne dalla vita raminga e solitaria, devono sottoporsi.
Lisa è lì che mi aspetta, insieme a Tonino Conte, il direttore artistico, che appena mi vede scappa, per lasciare Lisa libera di parlare male di lui, e si raccomanda:
"Sfogatevi pure alle mie spalle. A Genova è sempre stata la mia forza"
E così restiamo sole.
Lisa è bella e profuma. Profuma di doccia appena fatta. Inebriata dal suo odore mi lancio in qualche domanda, per scoprire come questa giovane attrice ha lavorato nei tre spettacoli del ciclo "I Polacchi". Al teatro della Tosse fino alla fine febbraio.
Mi racconti qualcosa su questi tre spettacoli dedicati alla cultura polacca?
Prima di affrontare questi testi, per portarli in scena, ignoravo la cultura polacca e pensavo fosse molto seria e "scura". Questi tre pezzi di teatro sicuramente sfatano questi pregiudizi.
Sia Serenata che Operetta utilizzano ironia e grottesco. SERENATA, ad esempio, è una favola ambientata in un pollaio. Mentre OPERETTA pur essendo un testo più complesso, con uno stile originale, vuole essere veramente un'operetta: gioca molto sui cliché che reggono questo genere di spettacolo. Ma nel contempo parla di politica e della società che ti spinge a ricoprirti di orpelli inutili, mentre Albertina il personaggio che interpreto vagheggia la nudità. La NUDITA' PURA e CONCRETA di chi si spoglia di ogni falsità.
Come ti senti nuda in scena?
Non è stato IMBARAZZANTE perché l'evoluzione del personaggio, il suo lento cambiamento portano verso una specie di regressione verso l'infanzia, la semplicità. È un NUDO CON LA PANCIA FUORI, così lo chiama Amedeo - il regista -non è un nudo BELLO.
Ma non hai provato neppure un briciolo d'imbarazzo?
In questi anni d'attrice ho rifiutato spesso scene di nudo. Ed è certamente una conquista per me stare in scena senza vestiti. Il mio era un problema di VANITA'. In teoria pensavo fosse giusto che un attore usasse a pieno il proprio mezzo espressivo per eccellenza: il corpo. In pratica non riuscivo a mostrarmi al pubblico, con i miei difetti di ragazza normale. Ora ce l'ho fatta.
Cosa mi dici dei tre GIOVANI REGISTI che hanno messo in scena gli spettacoli degli autori polacchi?
Sono entusiasti e hanno tanta voglia di lavorare.
Con Amedeo avevo già avuto un contatto di lavoro, perché ha curato la regia di Copì e delle "Baccanti". Massimiliano durante le prove ci ha fatto fare molto training fisico, Sabina ha calcato la mano sul grottesco, mentre Amedeo ha lavorato sullo straniamento del personaggio.
In quale dei tre spettacoli ti sei trovata più a tuo agio?
È difficile dirlo: interpreto molti personaggi. E poi sono spettacoli molti diversi fra loro ed è così anche per le regie.
Come hai fatto a seguire le PROVE di tre spettacoli contemporaneamente?
Non mi sarei aspettata di faticare così tanto. Oltre alle ore di lavoro è difficile concentrarsi su più spettacoli: diverse esigenze di regia, diversi problemi legati ai personaggi.
Tu che sei di PISA che rapporto hai con Genova?
Mi sono trasferita nel novantadue per frequentare la SCUOLA di RECITAZIONE dello Stabile. L'impatto è stato negativo, mi sembrava una città caotica, sporca. Poi ho incominciato a vivere il centro storico e mi sono innamorata di Genova, tanto che sto pensando di comprare casa da queste parti.
Oltre ad accasarti a Genova quali sono i tuoi PROGETTI?
Sto pensando al cinema e alla televisione. Ma di concreto, per ora, posso annunciarti LA GERUSALEMME LIBERATA con Tonino Conte.
Ormai sei un'attrice "della" Tosse, non ti pesa la stanzialità?
Direi di NO. Perché alla Tosse ho la possibilità di lavorare sempre con persone diverse e poi non escludo di stare via per un po' non appena si presenterà l'occasione giusta.
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