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Artisti, scrittori, politici, uomini sportivi, sono alla ribalta tutti i giorni. In televisione, sui giornali, e nelle sedi istituzionali o culturali si presentano su base settimanale.
Hanno grande visibilità. C'è una professione invece, che rimane spesso solo nell'immaginario del singolo, che si conduce al chiuso, magari in stanze prive di luce, con fatica, non senza rischi e i cui risultati si vedono dopo mesi, anni, talvolta decenni.
Si tratta del
mestiere di scienziato, di colui o colei che colto da un'intuizione la sperimenta per provarne la veridicità. È questo il loro momento. Una volta l'anno, e questa è la terza volta,
Genova dà voce alla scienza, dapprima con un timido coro, quest'anno con un'orchestra polifonica.
In questi giorni esco dal laboratorio, e mi mescolo alla folla, guardo e ascolto la scienza da fuori, la scienza degli altri:
matematici, fisici, astronomi, medici, filosofi. Tutti con qualcosa da raccontare, da illustrare, spiegare, per avvolgerci nella magia della comprensione del mondo e i suoi misteri. Giro con in borsa il catalogo che lista mostre e conferenze, tutto appuntato di crocette.
Le ferie le prendo per una festa speciale, quella del festival.
Veri giornalisti vi parleranno in questi giorni dei singoli eventi. Io mi permetto qualche meditazione specifica nel giorno della mia rubrica.
Domani vi sarà l'inaugurazione e poi, tra le mille conferenze che contenderanno la nostra attenzione, ne ho notata una in particolare:
Alle ore 16.00 presso Palazzo Ducale (Sala Minor Consiglio)
si parlerà di
Dieci anni di scienza europea. La visione di Antonio Ruberti. Ospiti Manuela Arata, Giunio Luzzatto, Tommaso Maccacaro, Alberto Mantovani, Guido Martinotti, Luigi Nicolais e Silvano Tagliagambe. Modera Roberto Satolli.
La presentazione sul sito, cita l'associazione
Gruppo 2003.
Questa associazione fu fondata da 51 tra gli scienziati italiani presenti negli elenchi dei ricercatori più citati al mondo, secondo l'
Institute for Scientific Information (ISI) di Philadelphia (USA).
Si definiscono ricercatori ad "alto impatto". Che significa questa storia delle citazioni? È un parametro quantitativo di quanto una ricerca possa essere di riferimento ad altri studiosi, poiché conteggia il numero di volte l'anno che un articolo internazionale viene citato da altri ricercatori.
Una ventina di questi ricercatori da
Hit-Parade sono impegnati nella ricerca biomedica tra cui Silvio Garattini (Direttore dell'Istituto Mario Negri) e Alberto Mantovani (Neodirettore scientifico dell'Humanitas).
A Genova sono
i fratelli Moretta, Lorenzo ed Alessandro ad essere nelle hit parade mondiali.
Il manifesto consultabile in rete, si apre così: «Proponiamo spunti di riflessione in un momento in cui sembra essere maggiore che nel passato l'attenzione per il sistema di ricerca, innovazione e sviluppo, alla cui debolezza strutturale vanno, per buona parte, ascritte le difficoltà in cui versa oggi il nostro Paese...».
Gli otto punti chiave trattati dal manifesto sono : 1) Meritocrazia e valutazione; 2) Autonomia e responsabilità dei singoli e delle istituzioni; 3) Flessibilità; 4) Massa critica; 5) Il reclutamento dei cervelli: per un sistema aperto 6); Il finanziamento; 7) Ricerca accademica e ricerca industriale, verso la 8) Normalità.
Nei dieci anni di cui si parlerà al Festival,
l'Italia è riuscita a portarsi tra i primi 4 paesi europei, sesta nel mondo, per produzione "ad alto impatto", come rivelato qualche tempo fa dalla rivista Nature.
Poveri ma belli, e soprattutto bravi.
Il festival inizia con un pieno 110 e lode.