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ESTINGUERE IL FUOCO PER CURARE I TUMORI ALLA TIROIDE
È stato dimostrato dal dottor
Marco Pierotti dell'IFOM (Istituto Nazionale per lo studio e la cura dei Tumori di Milano) e dal professor
Alberto Mantovani dell'Istituto Clinico Humanitas, il legame diretto fra oncogeni - i geni del cancro - e infiammazione in un tumore umano, il carcinoma papillare della tiroide. La ricerca è stata pubblicata in questi giorni sulla rivista internazionale
Proceeding National Academy of Science, edita dall'Accademia delle Scienze Americana.
Che l'infiammazione sia un fattore di promozione dei tumori è ormai
un concetto acquisito su cui molti di noi lavorano, ma la scoperta di una causa legata ai geni è di grande importanza per fornire nuovi bersagli per "estinguere" l'infiammazione, e prelude a nuove terapie.
La ricerca ha coinvolto anche l'Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri e l'Università degli Studi di Milano, nonché l'Università del Massachusetts, ed è stata condotta con il supporto dell'AIRC - Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro.
A GENOVA INIZIATIVA SCIENTIFICA CONTRO UN IMPORTANTE TUMORE DELL'INFANZIA
Si è svolto
sabato 8 ottobre 2005 presso l'Hotel Jolly Marina, il simposio
Neuroblastoma: il percorso di un bambino fra diagnosi, terapia e ricerca organizzato dall'Associazione Italiana per la Lotta al Neuroblastoma con l'Ispettorato di Sanità della Marina Militare italiana.
Ha introdotto la dottoressa
Sara Costa. Molti gli interventi di ricercatori genovesi che hanno trattato argomenti di ricerca e di clinica di questa importante patologia infantile, presenti sia IST che
Gaslini, e molti ospiti giunti da strutture sul territorio nazionale.
LA CRISI SOCIALE NELLE COMUNITA' DI API SENZA LEADER
Quando una società perde il suo
leader, può diventare vulnerabile allo sfruttamento da parte di elementi infiltrati dall'esterno. Questo è certamente il caso delle
api nane rosse asiatiche (
Apis florea). Quando una regina muore, le operaie di altre colonie approfittano della mancanza di regole per deporre le uova nel nido della regina, sicure che non saranno uccise. Alla morte della regina, alcune operaie nate all'interno del nido abbandonano le loro funzioni usuali come sorveglianti delle attività riproduttive della colonia e cominciano a riprodursi a loro volta, allevando una generazione finale prima che il gruppo si estingua. Questa storia di prevaricazione e difesa della territorialità in un momento di anarchia viene raccontata da
Benjamin Oldroyd e i suoi colleghi in una
Brief Communication in
Nature di questa settimana. I ricercatori hanno rimosso le regine dalle colonie delle api nane rosse ed hanno trovato che la percentuale di operaie non-native è aumentato del doppio. Di queste, quasi la metà aveva ovaie atte alla riproduzione: una percentuale molto superiore al 18% delle operaie originarie. Gli autori aggiungono che tale parassitismo e la necessaria reazione non sono mai stati osservati nelle colonie delle api occidentali (
Apis mellifera), probabilmente perché queste api vivono in nidi chiusi, in contrasto con i nidi aperti abitati dalle api asiatiche, e quindi sono più capaci di difendersi dalle incursioni.
Adriana Albini