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PIOGGIA DI NOBEL, QUALCHE GOCCIA ANCHE IN EUROPA
Settimana intensa per la scienza, a causa delle assegnazioni dei principali
Premi Nobel. La medicina ha riconosciuto due australiani,
Berry Marshall a J. Robin Warren, per la scoperta del batterio
Helicobacter pylori e il suo ruolo nella gastrite e ulcera peptica. I patologi Berry Marshall (54 anni) e J. Robin Warren (68 anni), entrambi australiani, hanno ricevuto il Nobel per avere scoperto che le infiammazioni dello stomaco e l'ulcera non erano dovute solo all'acidità, ma dipendono da un'infezione dovuta al batterio
Helicobacter pylori.
I "laureati" avevano visto che le biopsie dei pazienti mostravano la formazione di colonie batteriche nella parte inferiore dello stomaco e l'ulcera avveniva in quelle zone. Coltivando i batteri si isolò l'
Helicobacter pylori, e cambiarono le strategie terapeutiche.
Gli americani
Roy J. Glauber e John L. Hall e il tedesco
Theodor W. Hänsch sono i vincitori del Nobel per la fisica per il loro contributo alla comprensione dei fenomeni ottici e allo sviluppo della spettroscopia basata sui laser ad alta precisione.
Le scoperte dei tre premiati hanno permesso di studiare le costanti della natura, di mettere a punto orologi di alta precisione e di dare un impulso alla tecnologia GPS (global positioning system).
Hansch (64 anni), lavora all'Istituto Max Plank di ottica quantistica e dell'Università di Monaco e ha contribuito allo sviluppo della spettroscopia di precisione basata sui laser.
Assegnato al francese
Yves Chauvin, secondo europeo di questo giro di walzer scientifico, e agli statunitensi
Robert H. Grubbs e Richard R. Schrock il Nobel per la Chimica, per le scoperte relative ad una delle più importanti reazioni di chimica organica, la "metatesi", grazie alla quale è diventato possibile produrre in laboratorio nuove molecole, tra cui alcune di interesse farmaceutico.
Infine oggi il Premio Nobel per la pace 2005 è stato condiviso dall'
Agenzia internazionale dell'energia atomica (
Aiea) e l'egiziano
Mohamed El Baradei, per il loro impegno contro la proliferazione delle armi nucleari, precisamente "per i loro sforzi atti a prevenire che l'energia nucleare sia usata per scopi militari ma solo per usi pacifici e nel modo più possibile sicuro".
Scienza, dunque, anche in un Nobel tradizionalmente non scientifico, la fusione nucleare a scopo pacifico.
La pace, si sa, è sempre Gaia!
LUCE SUI RAGGI GAMMA. SCOPERTA IN PARTE ITALIANA
Intense esplosioni sono generate quando oggetti compatti quali le stelle di neutroni o i buchi neri si incontrano. Lo dicono quattro ricerche pubblicate su
Nature di questa settimana. I raggi gamma lunghi lampeggiano, durando poco più di alcuni secondi e sono rilasciati quando i nuclei delle stelle giovani e voluminose collassano. Ma l'origine delle loro controparti più brevi era rimasto un mistero.
HETE-II ed i satelliti Swift hanno localizzato due esplosioni, permettendo agli osservatori di scoprire le galassie da cui provenivano le esplosioni e trovare la "firma ottica" di una di loro.
Neil Gehrels e colleghi descrivono la
post-luminescenza dei raggi X di una esplosione avvistata il 5 maggio di quest'anno e hanno trovato che essa sembra provenire da una galassia ellittica distante che contiene le stelle più vecchie.
Joel Villesenor e colleghi riportano che un secondo breve lampo è stato identificato il 7 luglio da HETE-II e la relativa post luminescenza dei raggi X è stata descritta da
Dale Frail e colleghi. L'evento inoltre ha fornito il primo avvistamento di una post-luminescenza ottica da un'esplosione di raggi gamma, descritto da
Jens Hjorth e colleghi. «Le caratteristiche osservate dalle brevi esplosioni dei raggi gamma sono tutte consistenti con i modelli dell'unione di due stelle di neutroni, o di una stella di neutroni con un buco nero», commenta
Luigi Piro in questo articolo. Alla ricerca hanno partecipato anche studiosi italiani di Bologna, Frascati, Merate, Milano e Palermo.