Domenica 18, nella campagna fiorentina in piena vendemmia, l'arte celebra il vino e il vino celebra l'arte. La
Fattoria Montéllori di Fucecchio apre infatti le proprie porte a
Luca Vitone, artista genovese non nuovo a palcoscenici prestigiosi come il PS1 di New York, il
Centro Pecci di Prato, l'ARC di Parigi e la
Biennale di Venezia. Per Eva e Alessandro Nieri, i padroni di casa, Luca ha realizzato l'opera
Viva!, omaggio al vino della famiglia Nieri e - di riflesso - alla passione di gentiluomo toscano innamorato della propria terra.
«Quest'occasione è un po' speciale», mi spiega, «per la prima volta l'opera pensata per un collezionista viene infatti esposta al pubblico. La famiglia Nieri non solo apre casa propria per il
vernissage, ma espone anche gli altri miei lavori in collezione, quattro per l'esattezza».
In pratica una mini-mostra...
«Sì, cinque opere che raccontano il mio percorso d'artista dai primi anni '90 ad oggi, visitabili su appuntamento fino al 1° novembre».
Raccontaci di Viva!
«Ho voluto rendere visibile l'idea di una cena o di una degustazione, utilizzando tutti gli otto vini prodotti a Montéllori proprio nell'ordine classico, dallo
champenoise dell'aperitivo al vin santo del dessert. Ho utilizzato il vino come se fosse un pigmento, stendendolo in diverse mani su supporti molto verticali, che ricordassero le bottiglie. Il risultato sono otto monocromi in otto gradazioni, dal giallo paglierino, al rosso, al dorato. Alcuni amici sommelier sostengono che in questo modo si possono "vedere" i profumi dei vari vini».
Il lavoro di Luca Vitone esplora il modo in cui i luoghi si identificano attraverso la produzione culturale, sia essa arte, musica, architettura o... cibo. «Sono vini», dice, «ma sono anche
il ritratto di un uomo».
E proprio chiacchierando delle passioni artistico-enologiche di Alessandro Nieri, il discorso ci porta sul collezionismo.
«Il collezionismo italiano è frutto di un interesse che nasce a sua volta da una committenza secolare, una pratica antichissima che al giorno d'oggi si propone come
elemento salvifico per l'arte visiva in Italia», mi spiega Luca.
«Non abbiamo grandi committenze pubbliche, e il collezionismo è il fattore che riesce a mantenere viva l'arte italiana. Noi artisti viviamo e lavoriamo grazie ai collezionisti: se facessimo come in Francia - dove la committenza è quasi solo pubblica - non lavoreremmo... Quindi,
lode al collezionismo!».
Dopo la campagna toscana, l'arte di Luca Vitone si potrà assaporare martedì 20 alla Galleria Franco Soffiantino a Torino, via Rossini 23T (011 837743).