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RICORDI DI UNA RICERCATRICE A NEW ORLEANS
Era la
primavera del 2001, cinque anni fa. L'
Associazione Americana per la Ricerca sul Cancro, AACR organizzò il meeting annuale a New Orleans. C'erano circa
10.000 ricercatori oncologi. Dopo le intense sessioni scientifiche, con la mia collaboratrice e altri colleghi, passavamo le serate nel cuore della città. Come dimenticare le camminate lungo
Bourbon Street, con le note del jazz e del blues che ti avvolgevano, di porta in porta, di caffè in caffè: tutto era musica e vita. Di notte restavano aperte le librerie, con le storie della città, i negozietti vendevano le bamboline per il
voodoo con tanto di istruzioni. I bistrot ti servivano il pesce cucinato
cajan con la birra locale. Sapori di vita, di un'allegria sempre un po' malinconica, clarinetti e pianoforti che si contendevano l'attenzione e accarezzavano i sentimenti.
Ma New Orleans,
quella Orleans non c'è più, viveva grazie ad artefatti ingegneristici che proteggevano una città sotto il livello del mare. Si tratta di
una tragedia annunciata, perché le costruzioni atte a contenere le maree apparentemente avevano acuito i problemi di erosione del terreno. Il sindaco di New Orleans,
Ray Nagin, in queste ore lancia appelli per ricevere aiuti e rinforzi che intervengano nelle zone devastate dall'uragano. Si è scagliato contro governo e protezione civile: «sono esasperato...».
Katrina era prevista, da giorni ci si stava preparando ad una catastrofe che si poteva limitare. Forse là a ovest, nel grande paese, erano tutti troppo impegnati a fare soldi e a combattere guerre e hanno dimenticato di difendere il cuore dell'America, quella nera e bianca, dei sogni e della magia. Una magia che non l'ha salvata.
DAGLI USA UN ALLARME PER L'AIDS
Sono rientrata oggi da Baltimora, dove è in corso il meeting internazionale organizzato dall'
Istituto di Human Virology.
Mentre noi spesso ci dimentichiamo dell'AIDS,
in Africa decine di milioni di persone sono infette da HIV. L'addetto governativo durante il congresso ha esordito con questa metafora: immaginate di svegliarvi un giorno e sentire che sono caduti 15 boeing pieni di passeggeri e che nessuno sia sopravvissuto. Sareste scioccati. Immaginate che la stessa notizia vi arrivi ogni giorno, tutti i giorni. Perché in Africa
ogni giorno muoiono 8000 persone ammalate di AIDS, l'equivalente di una quindicina di aerei internazionali stipati. Mentre la chemioterapia ha fatto passi importanti, il mondo della ricerca si dibatte ancora per trovare un vaccino efficace.
Per sostenere la ricerca sull'AIDS in collaborazione tra Italia e Stati Uniti opera la
Fondazione Ricerca e Progresso. Molti dei migliori cervelli italiani lavorano su HIV in USA. Da noi i fondi per l'AIDS sono sempre meno, eppure i successi sono stati grandi, almeno nel mondo industrializzato. Non dobbiamo dimenticarci un continente che l'infezione sta distruggendo.
Nella foto, New Orleans dopo il passaggio di Katrina