C'è un'antica fiaba irachena dell'ottavo secolo al centro dello spettacolo itinerante di
Gian Piero Alloisio, che animerà
sabato 6 agosto, a partire
dalle ore 20.30 fino a mezzanotte, via Garibaldi. È la
Fiaba delle tre anella.
L'antica leggenda parla di un uomo molto vecchio, molto ricco e molto saggio che possiede un anello speciale. Tramandato di padre in figlio da molte generazioni, la fede custodisce lo spirito e i valori di famiglia. Reca in sé la verità.
Quest'uomo ha tre eredi, tutti ugualmente amati, e non sa decidere a chi affidare l'anello, ora che sta morendo. Chiama perciò un orafo, il migliore di tutta la Persia, e gli chiede di fare due copie del gioiello. Poi dà l'originale e le copie ai suoi figli, ad ognuno assicurando che il suo esemplare è quello più antico. Dopo la morte del padre ogni figlio
protegge con infinita attenzione la propria eredità, ma al contempo rispetta quella dei fratelli. Perché nessuno può conoscere la verità con certezza.
Boccaccio riprende questa fiaba nel
Decameron, ove un saggio ebreo la racconta al Saladino che gli aveva chiesto quale tradizione religiosa, tra quella ebrea, quella cristina e quella musulmana, recasse in sé la Verità.
Questo
antico inno alla tolleranza fra popoli e culture differenti, oggi più che mai attuale, costituirà il cuore dello spettacolo presentato dalla
Compagnia dei misteri, fondata dodici mesi fa da Alloisio. La compagnia costituisce una realtà trasversale a consolidati teatri stabili, come il Piccolo di Milano o la Tosse a Genova, da cui attinge giovani attori e preziose collaborazioni artistiche.
L'occasione di sabato, collocata nella rassegna
Tra sera e note e intitolata
Il mistero dei misteri 2 - Le tre anella, è figlia di una struttura scenica e narrativa già consolidata, ma al contempo in continuo divenire, e sarà particolarmente articolata.
«Tutto accadrà contemporaneamente in tre luoghi», spiega Alloisio, «il cortile interno di
Palazzo Rosso,
Palazzo Tursi e
Palazzo Bianco. La gente sarà invitata nei musei da ragazzi vestiti da angeli e demoni, che interpreteranno brevi parentesi musicali di presentazione della serata. Una volta giunta a Palazzo Rosso, verrà divisa in gruppi di cinquanta persone circa, e convogliata alternativamente verso Palazzo Tursi e Palazzo Bianco. La cosa si ripeterà più volte fino al gran finale, ancora a Palazzo Rosso, dove verrà messa in scena la fiaba». Tuttavia, se passate per via Garibaldi, fate attenzione fin da stasera: angeli e demoni dovrebbero già essere all'opera.
Tra tecnici, artisti professionisti e amatoriali, e attori, lo spettacolo di sabato coinvolgerà oltre 150 persone. «È stato così fin dal debutto, l'8 luglio, al
Festival Gaber di Viareggio. È come un organismo in continua evoluzione: gruppi musicali, associazioni e artisti che vanno e vengono, di data in data, mutando la pelle ma non lo spirito dell'operazione. E, al centro, un nucleo fisso di persone che tiene il filo dell'evento, garantendo la solidità della struttura».
Dieci le postazioni fisse disseminate nei tre palazzi storici, in ognuna sarà presente l'accoppiata musica-recitazione: «È un po' il nostro marchio di fabbrica», aggiunge Alloisio.
Accanto al divertimento, non mancheranno momenti di riflessione. Sul palco centrale di Palazzo Rosso, accanto alla musica dal vivo ed al teatro, verranno proiettate immagini relative al bombardamento di Hiroshima: un raro filmato d'epoca messo a disposizione dalla
Leonardi V-Idea e già visto
quest'anno a Palazzo Ducale.
Parteciperanno inoltre, in forma artistica, svariate associazioni, tra cui:
Comunità Islamica,
Yglesia evangélica Hispano Americana,
Comitato Piazza Carlo Giuliani e
Comunità di San Benedetto.
Infine, come da tradizione, il palco di Alloisio sarà aperto al contributo di tutti quelli che vorranno testimoniare, con il canto, la prosa o la danza, la loro posizione sul mondo.
Nella foto: Gian Piero Alloisio