Gentileschi tra quadri e processi

Gentileschi tra quadri e processi

Tre tele del pittore a confronto. Il suo modello. In tribunale in cui salvò l'onore della figlia. A Palazzo Spinola, fino al 25 settembre

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Giovedi 14 luglio 2005

Vicino all’Ecce Homo di Antonello da Messina, al Ritratto di Stefano Raggio di Joos van Cleve, alla Santa Caterina di Barnaba da Modena, arriva ora il Sacrificio di Isacco di Orazio Gentileschi, con l’avvincente storia del rapporto tra il pittore e il suo modello Pietro Molli, le opere che ne derivarono, gli atti di un processo che scosse la Roma del Rinascimento. In mostra dal 14 luglio al 25 settembre 2005 presso la Galleria nazionale di Palazzo Spinola.

L'esposizione accosta per la prima volta al Sacrificio di Isacco di Palazzo Spinola le due versioni del San Gerolamo in meditazione, opere nelle quali è stata reiterata la testa dell’anziano Molli mediante l’utilizzo di uno stesso cartone. Risulta dunque possibile provare quanto lo stesso Molli dichiarò nel 1612 durante il processo contro Agostino Tassi.

Il pittore: Orazio Gentileschi
Benché nato a Pisa nel 1563, la formazione di Orazio si svolse prevalentemente nell’ambiente romano. La conoscenza del maestro lombardo Caravaggio segnò un momento cruciale del suo percorso artistico. Durante il periodo romano, intervallato da alcuni brevi soggiorni nelle Marche e forse a Firenze, Orazio realizzò la volta del Casino delle Muse per Scipione Borghese. In questa impresa decorativa, il pittore venne affiancato da Agostino Tassi, che nel 1611 fu da lui accusato dello stupro della figlia.

Nel 1621, Orazio venne chiamato a Genova da Giovan Antonio Sauli, per il quale realizzò alcuni affascinanti dipinti, tra cui una Maddalena, una Danae e un Lot e le figlie. Il pittore incontrò il favore dei più raffinati aristocratici liguri, come dimostrano il consistente nucleo di dipinti, sia di Orazio sia di Artemisia, raccolti nel palazzo di Pietro Maria I Gentile, fra cui il Sacrificio di Isacco. La fama di Gentileschi raggiunse verso la metà degli anni Venti una tale rinomanza che nel triennio 1624-1626 fu in Francia per volere di Maria de’ Medici e dal 1626 alla corte inglese di Carlo I Stuart, dove rimase fino al 1639 quando morì.

Il modello: Pietro Molli
Il 12 settembre 1612 l’anziano pellegrino palermitano Pietro Molli venne chiamato da Orazio Gentileschi a deporre nel processo contro Agostino Tassi. Durante la sua deposizione, tesa a dimostrare i buoni costumi di Artemisia messi in dubbio dall’imputato, il teste descrisse la casa-atelier del pittore pisano, in cui era stato invitato dieci mesi prima come modello. In quell’occasione, ricordò di avere trascorso intere giornate a posare a torso nudo per un San Girolamo intiero. Il barbiere Bernardino Franceschi, anch’egli testimone nel processo, precisò che l’artista “se ne serviva anco per fare altre cose et delle teste”, come dimostra il Sacrificio di Isacco.

Nella foto sotto: 'Il Sacrificio di Isacco' del Gentileschi

Daniele Miggino

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