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Guido senza meta

 
Centinaia di luoghi scoperti perché qualcosa ci ha spinti a fermarci. Poi ci torni ma niente è lo stesso perché tu sei diverso. Di Tittyna
 
   

     
23 maggio 2005
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bimba che guida
Leggi gli altri ******<lcont="www.mentelocale.it/contenuti/index_html/indice_varint_635|Spunti di vista">****** di Tittyna su Mentelocale.it

C'è stato un tempo in cui mi piaceva partire senza conoscere la destinazione. Mi piaceva pensare che fossero i luoghi a cercarmi, a corrermi incontro.
Io, al sabato, dovevo solo limitarmi a salire in auto e partire, al resto avrebbero pensato loro, i luoghi. Li avrei visti scorrere davanti ai miei occhi così rapidamente da non riuscire a coglierne l'essenza, la profondità, il sapore, ma soltanto a raccoglierne i contorni, il profumo della scia mentre furtiva, li attraversavo nottetempo, correndo per la mia strada. Poi, ad un tratto, un luogo mi avrebbe chiamato. Avrebbe usato una casa, un campanile, un cane randagio o un'insegna luminosa. Il luogo mi avrebbe chiamato ed io avrei accettato l'invito. Mi sarei fermata, sarei scesa, e mi sarei lasciata condurre per mano attraverso il mistero che ogni luogo sconosciuto possiede, come anche noi per chi non ci conosce.

Ho visto centinaia di luoghi così, fermandomi ad un loro cenno. Alcuni li ho amati il breve tempo in cui siamo stati insieme, come uomini conosciuti e amati il breve volgere di un'estate.
Altri li amo ancora oggi e, se chiudo gli occhi, posso immaginare d'essere ancora lì, con la stessa prospettiva di sguardo che avevo allora, gli stessi sentimenti, le stesse emozioni. Quelle che oggi non ho più. Che un luogo, quando ci torni, non è mai com'era prima, se quello che cerchi non è il luogo, ma il te stesso che era lì, quella volta.

Quella volta è passata, non tornerà più e quel luogo sarà sempre al suo posto, a ricordartelo. Potrei girare tutta Lerici, o tutta Peschici, senza ritrovare le immagini che ho dentro pure se loro sono uguali a se stesse da secoli, pure se dentro me non cambieranno mai.
I luoghi parlano meglio dei ricordi, sono imparziali, obiettivi, non ti consolano e non ti asciugano le lacrime. I luoghi si offrono per quello che sono, come i bambini. Non vogliono sembrare altro che ciò che sono, non cercano d'ingannarti, di mostrarti altri luoghi, altre vie.
I luoghi non mentono, i ricordi si. I luoghi si lasciano guardare e attraversare senza mettere divieti, senza nascondere nulla.

Sono ciò che sono, i luoghi, che se per errore non li guardi bene e vai via con un'idea sbagliata di loro, non ti correranno dietro per dirtelo. Ti lasceranno andare via senza trattenere niente di te.

Invece tu certi luoghi non li dimenticherai mai. Li porterai con te per sempre e per sempre saranno così, come li hai visti, nel chiuso dei ricordi, pure se i ricordi saranno falsi e sbiaditi e corrotti dall'emozione, pure se ciò che hai visto è stato vero unicamente ai tuoi occhi.
I luoghi sono dentro, non sono fuori. Sono qui dentro, come il mare che adesso sento sbattere violento sugli scogli della mia infanzia.
Il mare dentro non si placherà mai, sarà sempre un'eterna burrasca pure se quel giorno, quando lo vidi per la prima volta, il cielo era terso. I miei occhi forse no.

Tittyna
 
 
 
 
 
 
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