E poi dicono che gli immigrati...
Carlos ha 19 anni. Frequenta il turistico al Bergese, e nel tempo libero lavora in negozio. E cioè nella sua piccola e coloratissima bottega d'artigianato venezuelano,
in Canneto il Lungo.
«Sono il più giovane incubato», mi dice ridendo. Si riferisce all'
incubatore d'impresa, un'iniziativa del Comune, grazie alla quale, anche Carlos, con l'aiuto della giovane mamma, ha avviato la sua attività. L'hanno chiamata
Cucitrill, che significa
piccolo buco dove si cuce. Già perché le dimensioni non sono esattamente quelle di un
megastore.
Gli articoli in vendita sono davvero tanti. E vengono tutti da
Quibor un paesino nell'entroterra venezuelano.
Carlos, da vero padrone di casa, mi accompagna in un giro guidato. Ci sono collane, tovaglie e sottobicchieri, lampade, porta incensi e decine di scacciapensieri che pendono dal soffitto. Quelle che mi sembrano coperte, in realtà sono amache. In tessuto naturale e antiallergico. Già mi ci vedo sdraiata dentro, ad oziare nel mio salottino. Ce ne sono di normali, doppie e poi c'è la silla colgante, per i più esigenti. Ma dovreste vedere le fachadas, sono miniature in legno che riproducono l'esterno della tipica casa venezuelana. Colorate e divertenti nei loro dettagli un po' naif - tipo la scopa appoggiata alla porta.
Al Cucitrill ci sono prezzi per tutte le tasche. 1 Euro per i sottobicchieri e collane di pietre dure intrecciate con lo spago, intorno ai 10 Euro. Gli oggetti più cari sono le amache. Quella più grande costa quasi 150 Eu.
Carlos ci sa fare. È gentile e paziente. Parla un ottimo italiano, tanto che ha pure un leggero accento genovese. Si muove indaffarato ed eccitato, tra la piccola folla accorsa all'inaugurazione del suo Cucitrill. Mi sa che mi tocca ripassare per scegliere l'amaca che s'intona all'arancione dei miei muri.
Nella foto in alto: Carlos nella sua bottega
Nella foto in basso: l'inaugurazione del Cucitrill